Motorbike Adventure Team

Motorbike Adventure Team
Motorbike Adventure Team è formato da un gruppo di amici che hanno in comune una grandissima passione per i viaggi, la moto e per l'avventura. Assieme a voi, abbiamo realizzato qualcosa che va oltre l'esperienza personale, per quanto gratificante, di conoscere luoghi e popoli in regioni remote e spesso inaccessibili: far arrivare a quelle popolazioni un aiuto tangibile, non fatto solo di oggetti inutili.

venerdì 22 febbraio 2013

EMERGENCY A ETNICA

diario di viaggio del 20.2.2013
EMERGENCYA ETNICA

Quasi 800 km sono tanti, soprattutto se nella strada stanno facendo lavori e ci sono continue interruzioni e deviazioni; in piu' oggi ho impegno importante e devo cercare di arrivare prima delle 17 (le 21 in Italia) perche' a quell'ora all'auditorium San Nicolo' di Chioggia (VE) c'e' un incontro organizzato dall'amica Lucia Balboni di Etnica, un incontro nel quale si parlera' di cosa e' cosa rappresenta Emergency e dove ci sara' un collegamento Skype col sottoscritto: non posso assolutamente mancare o arrivare in ritardo!!
Il vento si e' calmato un po' (e comunque dovrebbe soffiare alle spalle) ma quando alle 7 vado a prendere la moto piove abbastanza forte e mi bagno completamente ancora prima di partire (e continuera' ancora per due ore dopo la partenza...).
Decido di non mettere l'antipioggia, confidando nella qualita' del materiale OJ (giacca e pantaloni), Vendramini (stivali) e X Lite (casco) e dopo il rifornimento alla YPF prendo l'autopista gratuita verso Comandante Luis Piedrabuena. Sotto un grigio cielo passo vicino a lagune dove fenicotteri e altri uccelli di palude

 scandagliano il fondo alla ricerca di alghe e piccoli crostacei; i kilometri si seguono gli uni agli altri sempre uguali in interminabili rettilinei ora in una direzione, ora in un'altra; ai lati della strada tanti tantissimi guanachi attirano l'attenzione per l'eleganza, insieme a tanti nandu;, a isolate volpi e lepri, a qualche puzzola (anchequalcuna morta sulla strada, purtroppo).
Mi fanno compagnia, se cosi' si puo' dire,i cartelli segnalatori delle distanze sulla ruta 3 Atlantica

; mi fermo ogni tanto per qualche foto, per far riposare la moto, per i rifornimenti,,,,ma per la maggior parte del tempo corro, corro, corro; dopo San Julian spunta il sole e la strada, nelle vicinanze dei numerossimi impianti petroliferi di Caleta Olivia,

 diventa pessima, rotta in piu' punti, con buche e avvallamenti: per fortuna le imprese stanno alacremente lavorando per costruire quella nuovo a fianco della vecchia (e spesso, come detto, si e' costretti allo sterrato per i "desvii". Per tale ragione arrivo a Comodoro Rivadavia che sono gia' le 17.30 e devo ancora attraversare tutta la citta' per trovare un ostello con connessione Wi-Fi; non mi cambio e non porto neanche la roba in camera. Pago e subito abilito il collegamento sul mio nuovo netbook: e' bello rivedere Michele trolese, Ivano, Alessandro Bertani, Nadia; e poi Lucia e Simone e Paolo; e poi ancora Michele Zaggi, Sabrina e gli amici di Emergency Padova. Saluto il numeroso pubblico in sala (dovrebbe esserci anche Anna, ma non la vedo...) e provo una grande emozione a pensare che sono a 15.000 km di distanza eppure li ho tutti cosi' vicini...ah, la tecnologia!!!!

giovedì 21 febbraio 2013

THE LONG AND WINDING ROAD (Beatles)


diario di viaggio del 19.2.2013
THE LONG AND WINDING ROAD (Beatles)

Chi ha percorso le strade della Patagonia in moto sa' di cosa parlo; gli altri possono solo immaginare ma la realta' e' superiore ad ogni immaginazione: sto' parlando del vento, del vento che soffia da ovest ad est in tutta la Patagonia.
Questo vento che non si ferma mai, che non da' tregua, che ti costringe a tenere tutti i muscoli in tensione, che se ce l'hai laterale (e questo quindi quasi sempre, visto che ci si sposta normalmente da nord a sud o viceversa..) ti fa avanzare con la moto inclinata anche di 45 gradi (lo so' che qualcuno non ci crede e pensa che esageri...ma quel qualcuno qui non e' mai venuto!!!) e ti sposta continuamente fino al bordo della strada o fino a meta' della carreggiata opposta.
Beh questo vento impetuoso oggi me lo sono "cuccato" per tutti i 300 km che separano Rio Gallegos da Punta Arenas....e quando sono arrivato il console Hector Stefani mi ha avvertito che per la televisione avevano detto che il vento odierno era arrivato a toccare i 100 km/h. Alla faccia....
Con l'aiuto di Hector e del figlio Franco (ho conosciuto anche la figlia Florencia, che ha finito gli studi universitari in campo turistico ed e' gia' stata in Italia e a Posina (VI) in particolare) vado alla zona franca, questo enorme quartiere di capannoni dove e' possibile trovare roba di marca, ultimi modelli, grande varieta' in campo ottico, elettronico, informatico, di abbigliamento, auto, moto, outdoor, etc etc e tutto, oltre ad essere di ottima qualita' ed in gran quantita', e' anche estremamente economico, soprattutto per noi europei e per gli americani. Trovo e compro il computer con le caratteristiche che mi aveva indicato Sabrina di Emergency (le stesse di quello che mi hanno rubato) ma devo tornare nel pomeriggio perche' intanto me lo configurano con tutti i programmi che dico loro; per il pranzo il gentilissimo Hector mi accompagna a conoscere la sua Mamma, una simpatica signora piacentina di 83 anni che pur essendo da oltre 60 anni in sudamerica continua a esprimersi preferibilmente nel suo dialetto d'origine. Cosa si mangia? ma cannelloni al forno, naturalmente....
Nel pomeriggio ritorno con Franco in zona franca e decido di prendere anche un cellulare con scheda "sudamericana" (non si sa' mai..) e poi alla INDUMOTOR (l'azienda di Hector) per riprendere la moto e scattare alcune foto

; quando riparto sono ormai le 17 ma questa voltat il vento ce l'ho alle spalle e Quadrotta vola letteralmente (circa 120-130 all'ora) e riesco ad arrivare a Rio  Gallegos in meno di 3 ore invece delle 4 e mezzo impiegate all'andata.
All'hostel Terravento trovo Tiago Profeta, simpatico 69enne brasiliano, che in sella alla sua Honda 125 di 27 anni sta' girando il sudamerica da solo; parla solo brasiliano e gli mancano molti denti davanti, per cui diventa molto difficile comprendere cosa dice, ma un modo di fare divertente e lo ascolto piacevolmente mentre mi preparo la roba per il giorno dopo. Ho da fare 780 km fino a Comodoro Rivadavia...ma nessuna frontiera in mezzo, acciderbolina!!!

lunedì 18 febbraio 2013

RIMPIANTI E SOLUZIONI

Diario di viaggio del 18.2.2013
RIMPIANTI E SOLUZIONI

Giornata interlocutoria, passata tra il sentire dalla Polizia se c'erano notizie o novita' e l'organizzare la "scappata" di domani a Punta Arenas in Cile (c'e' una zona franca dove si possono acquistare i prodotti elettronici ad un buon prezzo; qui in Argentina i computer sono vecchi e con un prezzo alto, effetto della chiusura delle importazioni, a parte quelle provenienti dal mercosur); sono solo 300 km di un'ottima strada e cosi' domani vado e acquisto un netbook (se effettivamente il prezzo e la qualita' saranno all'altezza) oppure un cellulare che mi permetta di avere una buona comunicazione con Anna e gli altri amici che mi seguono.
Nel pomeriggio vado a trovare Emanuel a casa sua; sta dando una mano a Bryce per risolvere un problema con la catena ed un tenditore della stessa sulla Honda e cosi' ne approfitto per farmi dare delle s`piegazioni su che tipo di cellulare si usa qui in sudamerica ed anche sulla faccenda del "cambio parallelo" (leggi mercato nero), molto conveniente per noi europei o statunitensi (il dollaro che normalmente vale intorno ai 5 pesos al mercato parallelo puo' essere trovato intorno ai 7 pesos o anche piu' e naturalmente ancora di piu' conviene con l'euro)
Quando ritorno all'Hostel telefono a Hector Stefani, il Viceconsole di Punta Arenas, ricordate??, e con la sua effervescente vitalita' Hector si dimostra piu' che disponibile ad accompagnarmi e farmi da tramite nell'acquisto dell'uno o dell'altro in zona franca.
Ho poi agio di leggere le mail ed i commenti sul blog e mi rendo conto che, come ha detto qualcuno, si dovrebbe stare piu' attenti quando si e' in giro per il mondo; so' anche pero' che quando si e' soli non e' sempre facile tenere tutto sotto controllo, la tensione ogni tanto si allenta, l'attenzione pure....e comunque ora non serve piu'!!
I rimpianti fanno solo vivere male...lo so' da solo che se  lasciavo la roba sopra; se me la portavo con me alla moto; se aspettavo qualcun altro per farmi dare una mano; se guardavo prima se c'era nessuno in strada; se se se ...ormai e' successo (ed ho pianto le mia lacrime amare!!!) ed il viaggio e' ancora molto lungo e molta strada devo ancora percorrere. Ora devo trovare le soluzioni e far tesoro della brutta esperienza passata.
Stasera Antoine parte in "colectivo" (la corriera) e si fara' 26 ore di bus fino a Bahia Blanca; Bryce invece dorme ancora qui e, messa a posto la moto, domani partira' in direzione di ushuaia: forse facciamo un po' di strada insieme...

IL FATTACCIO

Diario di viaggio del 17.2.2013
IL FATTACCIO

Sveglia alle 6 e gia' alle 6.20 scendo le scale del Terravento col "case" del computer e lo zainetto per il primo carico della moto; li appoggio sulla scala, apro la porto in ferro e la appoggio dietro di me mentre vado a prendere la Quadrotta nell'alojamiento; accendo, parto, arrivo, posteggio, apro la porta.... e non ci sono piu' case e zainetto. Guardo immediatamente fuori e vedo, ormai troppo lontana, un'auto scura di cui non riesco piu' ad identificare modello e targa che si allontana lentamente lungo Av. San Martin: nessun altro sulla via.
Sono confuso, non so' cosa fare, mi viene da piangere, non riesco a pensare ad altro che dentro c'era tutto, dal computer all'hard disc con tutte le foto ed i filmati del viaggio, la foto e video camera samsung, i cavi di collegamento e di carica delle varie apparecchiature e poi la Moleskine, l'asciugamano, il sacco lenzuolo, l'MP3, tutti i regalini comprati nelle varie parti del mondo: tutto tutto tutto....
D'accordo con i gestori del B&B decido di andare a fare denuncia alla Polizia (ben conscio che comunque non servira' a nulla) ed i solerti poliziotti, dopo la stesura del verbale, vengono anche a controllare il posto e svolgono una mini indagine nella via. Domattina controlleranno il video di una videocamera della Caja de Previdencia Social vicino all'Hostel ma nutro parecchie perplessita' che il tutto portera' a qualcosa di concreto!
La roba ormai e' persa e comunque a quella si puo' sempre rimediare comprandone di nuovo ma tutti i ricordi legati al viaggio...beh, quelli non ritorneranno mai piu', porca vacca!!!! Mi viene da augurare una marea di accidenti agli autori del furto ma ... anche questo serve veramente a poco!
A questo punto decido di restare ancora un giorno (forse anche 2) a Rio Gallegos per seguiro lo sviluppo delle indagini della Polizia e cosi' nel pomeriggio vado a piedi a prendere tutto quello che serve per una carbonara. Nel frattempo al Terravento sono arrivati Antoine (francese della Normandia) che gira l'america sur con "el dedo" e Bryce, motociclista americano dell'Oregon che con la sua Honda 650 e' partito da casa e dopo aver attraversato 13 frontiere e' ora giunto fin qua.
Il collegamento con Anna mi aiuta molto a superare lo smarrimento ed il magone che ho dentro; domani e' un altro giorno, dicono,...e spero sinceramente sia migliore di questo 17 febbraio. Quello che provo oggi e' peggiore della sensazione dopo il brutto giorno passato in Australia.
In serata la compagnia dei due ragazzi e di Emanuel, argentino del luogo che sta aiutando Bryce con un problema alla moto, mitiga ancor di piu' il senso di scoramento e scarica l'enorme tensione. Le soluzioni a domani....

FREDDO E FRONTIERE

Diario di viaggio del 16.2.2013
FREDDO E FRONTIERE

Dopo un abbraccio con Ramon, il titolare del backpacker's,

 verso le 7.20 lascio Ushuaia e comincia cosi' per me e per Quadrotta la lunga risalita del continente americano che dovrebbe portarci fino in Alaska; fa molto freddo e durante la notte e' sicuramente nevicato in quota (Vi ricordo che siamo nell'agosto australe, eh...) perche' le montagne che sovrastano la citta' alla fin del mundo sono tutte imbiancate.

 Ho da percorrere poco piu' di 600 km ma in mezzo ci sono due frontiere e un traghetto che allungheranno di sicuro i tempi: mi aspetta una lunga giornata.
E' comunque per buona parte la strada gia' percorsa all'andata e so' che la prima parte e' facile, bella,

 asfaltata; dopo la frontiera di San Sebastian cominciano i 110 km di ripio che dovrebbero poi essere gli ultimi che percorrero' qui in Argentina; non so' come e non so' perche' ma sbaglio strada (sono 7-8 le strade sterrate che collegano San Sebastian con la costa della Isla Grande de Tierra del Fuego, strade che poi si incrociano in piu' punti) e mi ritrovo in una ruta diversa da quella percorsa all'andata: questa pero' e' piu' scorrevole e veloce e alla fine....anche piu' corta di 10 km. Mi e' andata proprio bene!!
Al traghetto, tra l'attesa, il carico, la traversata e lo scarico, se ne va via piu' di un'ora ma incontro Elena, medico ginecologo di Bergamo, che si sta girando la Patagonia in bus e con lo zaino in spalla prima di andare a prestare servizio volontario in un Ospedale di Buenos Aires.
All'attracco non fa piu' tanto freddo ma in compenso il cielo e' completamente coperto da nuvoloni neri che in lontananza scaricano ampi canaloni di pioggia; incredibilmente la strada verso nord e verso la meta di Rio Gallegos sembra avere un radar ed evita accuratamente tutte le colonne d'acqua: arrivo che non ho preso neanche una goccia.
Percorrendo le vie cittadine noto l'insegna dell'Hostel Terravento e mi fermo: i due anziani proprietari vivono nell'ostello e lo tengono lustro e perfettamente in ordine; decido di pernottare e mangiare qui e metto la moto in un recinto dall'altra parte della strada, ben nascosta alla vista di malintenzionati.
Domattina dopo la colazione compresa nel prezzo della "cama" partenza presto per affrontare i 780 km che mi separano da Comodoro Rivadavia.

domenica 17 febbraio 2013

CHIACCHERE E IMPRESSIONI

Diario di viaggio del 15.2.2013
CHIACCHERE E IMPRESSIONI

Alle 10 sono al Rio Pipo dove sono alloggiati Alain, Ignacio e Michael; osserviamo con curiosita' gli allestimenti delle rispettive moto e ci scambiamo informazioni sui materiali e sui fornitori; finiamo ovviamente con una bella foto tutti assieme

 ed insieme decidiamo di andare prima al Museo Maritimo e quindi al Glaciar Martial; percorriamo in fila le via cittadine e soprattutto la centralissima Av. San Martin (meta dello struscio dei turisti provenienti da tutto il mondo) suscitando curiosita' e commenti e quando arriviamo al museo e ci chiedono 90 pesos per il biglietto....ci guardiamo in faccia e insieme decidiamo per il giro in montagna subito

 (cavolo, neanche si trattasse degli Uffizi).
La strada del ghiacciaio e' larga e con belle curve e questo fa la goduria di noi bikers; arrivati al piazzale dove termina la strada

 ci avviamo a piedi  per il sentiero che arriva ai bordi del Martial ed il paesaggio, sia verso la montagna che verso la baia, il canale Beagle e l'Isola Navarino che sta di fronte a Ushuaia, e' veramente notevole.
Torniamo alle moto chiaccherando di viaggi, di politica, di moto, di etica, di economia, di tutto un po' e ci accorgiamo che, pur proveniendo da paesi e culture diverse (irlandese, spagnolo, francese, italiano) abbiamo visione del mondo e delle cose  molto simile. Affinita' elettive...
Scendiamo in citta' e ci facciamo un club sandwich+Quilmes (la piu' famosa e ovunque reperibile delle birre argentine) e poi dobbiamo purtroppo salutarci: io devo incontrarmi (purtroppo solo con Skype) con Anna e loro vanno a passare due notti al Parco; la promessa e' di restare in contatto e risentirci con mail dalle diverse parti del mondo dove ognuno andra'.Prima di rientrare pero' io vado a farmi una foto con Quadrotta davanti alla ormai arcifamoso cartello con la scritta "Ushuaia fin del mundo".


Finito il collegamento con la mia ancora di salvezza (naturalmente intendo il collegamento con Anna su Skype) scendo a piedi in centro a comprare qualche regalino e anche latte e biscotti per la colazione del giorno dopo: quando partiro' intorno alle 7 el desayuno del Patagonia Pays non sara' ancora pronto.
Ritorno e prima di andare a letto resto a parlare un po' con gli altri ospiti dell'Ostello e soprattutto con Osvaldo, ciclista messicano, che sta girando da due anni il sudamerica anche per raccogliere fondi a favore dei bambini di una scuola del suo paese. 

venerdì 15 febbraio 2013

TRE NUOVI AMICI


Diario di viaggio del 14.2.2013
TRE NUOVI AMICI

Oggi resto ad Ushuaia e come d'abitudine piove; è ormai una costante che quando non mi muovo con la moto o quando non ho un “lugar” da visitare inizia a piovere: comunque se continua così non mi lamento di sicuro!!
Tra uno scroscio e l'altro (qui non piove mai per tanto tempo in questo periodo dell'anno, e non piove nemmeno tanto forte) riesco a fare un po' di manutenzione alla moto: cambio il filtro dell'aria, pulisco internamente il carter, controllo la cinghia e la frizione sostituita, serro per bene tutte le viti, do una controllatina all'olio (tutto ok) …... ed il tempo vola.
Rientro ben bagnato e dopo una bella doccia calda perdo altre 2-3 orette al computer per le solite cose (stavolta erano tre giorni che non aggiornavo!!
Nel primo pomeriggio esco a piedi per un giro per le strade cittadine

 e alla ricerca di una farmacia (ho da una settimana una fastidiosa tosse e riesco a trovare un buon sciroppo e un po' di aspirine che avevo finto) e ne approfitto per fotografare un po' di angoli particolari della città

 (che a dispetto delle dimensioni, quasi 150 mila abitanti, mantiene sempre quell'atmosfera da ultimo posto del mondo - sia per le case ancora in legno col tetto rigorosamente in lamiera sia per l'indole dei suoi abitanti - di quando era una colonia penale e aveva poche centinaia di residenti).


Stò lentamente bighellonando per la centralissima Avenida San Martin 

quando vedo “uno” con la giacca BMW da moto; riconosco in Lui uno dei due motociclisti che stavano partendo dalla frontiera argentina di San Sebastian proprio nel momento in cui io stavo arrivando. Lo fermo e ci mettiamo a chiaccherare; si chiama Michael, è irlandese e come il suo compagno Alain, francese, viaggia con una F 800 GS. Con loro ora c'è anche Ignacio, spagnolo, con una Yamhha, incontrato subito dopo la frontiera ma da loro conosciuto in un altro viaggio in Alaska anni fa (incredibili coincidenze). Ci scambiamo, conversando in strada, un sacco di informazioni sul percorso e sulle altre parti del mondo (hanno più o meno la mia età e hanno girato parecchi dei paesi che attraverserò). Dopo una mezz'oretta al vento, alla pioggia e ad un po' di freddo decidiamo di entrare in un vecchio bar e prenderci qualcosa di caldo insieme (io che non bevo caffè....prendo un caffè!!).
Seduti al calduccio decidiamo di vederci domani e di andare a fare un giro al Parco Nazionale della Tierra del Fuego e alla fine della Ruta n° 3 a Lapataia. Sono proprio simpatici e alla mano ed il tempo scorre piacevole in loro compagnia..


Ritorno al Patagonia Pays, raccolgo qualche informazione per la comida di stasera (il consiglio di tutti è per tipico “cordero fueguino” (agnello asado) e riesco sotto la solita pioggerellina;; beh, và a finire che invece mangio finalmente un bel piatto dei “centolla al ajillo” e devo dire che il rosso granchio gigante è veramente squisito, addirittura più buono dell'aragosta (per me).
Al ritorno mi metto a chiaccherare in ostello con Selina e Walter, due ragazzi di Cuneo arrivati in ostello e che stanno girando l'america meridionale con lo zaino in spalla: domattina anche loro andranno al parco ma per restarci una notte a dormire, girandolo a piedi.
E' ormai mezzanotte e mezza quando finalmente mi infilo sotto le lenzuola.