Motorbike Adventure Team

Motorbike Adventure Team
Motorbike Adventure Team è formato da un gruppo di amici che hanno in comune una grandissima passione per i viaggi, la moto e per l'avventura. Assieme a voi, abbiamo realizzato qualcosa che va oltre l'esperienza personale, per quanto gratificante, di conoscere luoghi e popoli in regioni remote e spesso inaccessibili: far arrivare a quelle popolazioni un aiuto tangibile, non fatto solo di oggetti inutili.

sabato 24 agosto 2013

IUUUUUU....ARRIVO !!!! ALL AROUND THE WORLD E' TERMINATO

diario di viaggio del 22.08.2013
IUUUUUU .... ARRIVO !!!! ALL AROUND THE WORLD E' TERMINATO

Era da tanto che volevo scrivere questo titolo: ora il momento e' finalmente arrivato.
Sono orgoglioso, sono immensamente orgoglioso di essere riuscito ad arrivare con la moto a Pontelongo, di aver portato a compimento il sogno che da tre anni mi accompagnava, di aver felicemente concluso il All Around The World.
Dentro di me questa mattina c'e' una felicita' senza limiti; mi sento un bambino che nella testa e nel cuore e' contento di essere stato bravo, di aver fatto bene i compiti, di aver ottenuto un bel voto; e ne e' contento non per "gli altri" ma solo per se' stesso, per una gratificazione interiore che niente e nessuno potra' forse capire e sicuramente scalfire. SE NON L'AVETE CAPITO SONO FELICE.
Venendo alla cronaca, le rogne non finiscono mai (e termino con una delle mie dimenticanze, una di quelle che hanno caratterizzato un po' questo viaggio): ho lasciato ieri sotto carica il mio cell a Vacallo e stamattina alle 7, in compagnia di Roberto, che se ne va al lavoro, ritorno in Svizzera; alle 8 recupero il Samsung e parto alla volta di Milano; in via Vida, 11, sede nazionale di Emergency, arrivo un po' in ritardo rispetto alle 9 preventivate ma trovo ad accogliermi Cecilia Strada (figlia di Gino nonche' presidente dell'Associazione) ed Alessandro Bertani, il Vice Presidente,  che era stato con me anche alla partenza di Pontelongo; c'e' anche Roberto da Monza che quotidianamente mi ha seguito sul blog con grande passione (e non posso che ringraziarlo);con loro almeno una ventina di collaboratori di Emergency, provenienti da tutte le parti d'Italia; sono emozionato, ma le loro domande sul viaggio stemperano la mia tensione ed in pochi minuti mi ritrovo tra amici che si raccontano ... le loro cose!!!
L'ora trascorsa in loro compagnia vola ed e' gia' tempo, dopo qualche foto ricordo, di ripartire; alle 11.30 devo essere a Brescia per incontrami con Tony Massardi di Gialdini Aventure Team, il famoso negozio di Outdoor in Via Triumplina, 45; Tony ha organizzato un incontro con giornale, due emittenti e ... champagne; non ci arrivero' mai, porca vacca, perche' pochi kilometri dopo l'entrata in autostrada mi si rompe la cinghia di trasmissione; non c'e' una piazzola di sosta, non c'e' telefono SOS, non c'e' niente; trascino la moto sotto ad un cavalcavia (sono le 11 ed il sole picchia) e scarico tutto il bagaglio per tirare fuori gli attrezzi e la cinghia di ricambio.
Non riesco a metterla in cavalletto (non ridete per favore) e perdo piu' di 3/4 d'ora per cercare di fermare qualcuno per darmi un mano; nessuno si ferma (siamo in Italia) e solo dopo un bel po' un giovane africano arresta la sua auto e mi aiuta; mezz'ora dopo ho sostituito il pezzo e sono pronto a ripartire; sono le 13 passate e devo arrivare ad Arsiero per trovarmi con Mirella e Gilberto ed Alessandro di Capehorn, la bella ditta di abbigliamento che mi ha fornito tutto per questo viaggio; Mirella e Gilberto sono diventati dei cari amici ed anche con loro i racconti degli aneddoti si sprecano.
Ultima tappa a Signoressa da Vendramini-stivali da moto per un abbraccio con Paolo, il titolare, del quale utilizzo i prodotti ormai dal 2005 con il Marco Polo Raid fino a Pechino.
Li' trovo la gradita sorpresa di un gruppo di motociclisti,capeggiati dal grande Almer, che sono venuti a prendermi (per paura che mi perdessi e non riuscissi a ritornare a Pontelongo); abbracci, foto, saluti con Paolo e poi via fino alla meta finale; alle otto in punto l'ingresso a Pontelongo (preceduto da una decina di cavalcature d'acciaio strombazzanti) dall'argine di Bovolenta e arrivo alla amata ed agognata piazza della Chiesa; mi fermo davanti al grande portale, metto il blocco alla moto, salgo in piedi sulla sella, alzo le braccia al cielo e lascio partire un SIIIIIIIIIIIII liberatore: l'All Around The World e' adesso felicemente e finalmente CONCLUSO.
Ci sono decine e decine di persone, amici, conoscenti, compagni di viaggio, volontari di emergency, paesani, colleghi insegnanti, ragazzini di scuola, rappresentanti di Etnica, di tutto un po'..
Adesso mi immergo in questo baillame di gente, altra ancora ne arriva e me arrivera' nel corso di tutta la serata; racconto, mi faccio benedire, ascolto, guardo, mi commuovo, mi faccio prendere in giro, foto a go go, incontro, stringo mani, abbracci ... mi ricordo soltanto di Anna e questo mi basta!!!
Da domani ricomincia la vita normale, da domani tutto cambia, da domani non saliro' piu' su Quadrotta, da domani ...
Ora, in questo giovedi 22 agosto 2013, penso solo che ce l'ho fatta e ,,, ne sono felice!!!!!!

P.s. il racconto di viaggio di questo All Around The World 2012 termina qui ma, ancora per qualche momento, il blog continuera' a funzionare. Riportando gli incontri che via via si concretizeranno, ascoltando ancora i Vs. post, dandoVi conto delle iniziative a favore di Emergency (che non si esauriscono certo con la fine del viaggio); ho deciso di iscrivermi come volontario al gruppo Emergency di Padova e spero di fare ancora cose utili per questa eccezionale organizzazione. Voi, se volete e potete, continuate a seguirmi.
Un enorme grazie ed un bel Ciao Ciao a tutti Voi che in questi mesi mi avete seguito e sostenuto; qualcuno di Voi l'ho incontrato giovedi sera, qualcuno lo incontrero' nei prossimi giorni, qualcuno ce l'ho vicino...dico solo che e' stato bello.
L'altra sera e' venuto fuori da piu' di qualche presente che...e adesso cossa fasemo? Te jeri diventa' el nostro apuntamento fisso; me svejavo aea matina o ritornavo aea sera dal lavoro e ea prima roba che fasevo jera ndare a vedare dove c...avoeo che te jeri o cossa c...avoeo che te jera capita': e desso?
Beh, Vi ringrazio ma... non posso mica viaggiare tutta la vita, no????!!!!
Ciao ciao da Maurizio da Pontelongo.  

DOMANI, DOMANI ... TI FACCIO UN REGALO

diario di viaggio del 21.08.2013
DOMANI, DOMANI ... TI FACCIO UN REGALO

Saluto Vivianne ed Eric dopo la buonissima colazione in loro compagnia con marmellate fatte in casa, burro, pane casereccio tostato e chi piu' ne piu' ne metta e parto salendo di quota verso il territorio svizzero di Saint Croix, il paese delle Boite a Musique, i carillon fatti a mano; scendo di quota verso Yverdon ed il lago di Neuchatel che costeggio sul lato sud-est; entro in autostrada e non ne usciro' piu' fino al confine con l'Italia; oltrettutto dovevano essere strade a pagamento ed invece ne usciro' senza pagare neanche un euro (pardon, qui usano ancora i franchi sizzeri...anche se gli euro sono accettati normalmente).
Stranamente l'autostrada risale verso nord, quasi al confine con la Germania e solo quasi ormai a Zurigo piega decisamente verso sud ed il Canton Ticino.
Nel primo pomeriggio sono a Vacallo, ad un kilometro dal confine con l'Italia, dove la Quadro ha spostato gli uffici e mi abbraccio dopo un anno con Roberto, il mio amico, presidente del Motorbike Adventure Team, collaboratore esterno della Quadro stessa; ci sono pochi impiegati in sede oggi (quasi tutti ancora in ferie) ma me li saluto tutti, compreso Stefano che conosco ormai dai tempi di Cerro Maggiore; sistemiamo finalmente dopo piu' di una settimana la marmitta (quasi quasi mi dispiace non arrivare col "rumoraccio" a cui mi ero ormai abituato) e riparto per l'Italia e precisamente per Sesto Calende, dove devo incontrare Marco Limbiati. titolare dell'orologeria sponsor del progetto All Around The World.
Ci troviamo sul lungo fiume e come sempre Quadrotta attira la gente; si ferma anche l'assessore alla cultura della citta' che, saputo di cosa si tratta, si dichiara disponibile per un incontro serale a Sesto incentrato sul viaggio intorno al mondo di un veneto in moto e del suo sogno un po' matto portato a compimento; Marco ne sara' l'organizzatore e fra qualche settimana moto e pilota ritorneranno nella bella cittadina del Varesotto.
Si fermano anche . motociclisti e viaggiatori da lungo tempo; Lei e' originaria di Correzzola, il paese dove insegno ormai da 8 anni, e cosi' e' piacevole ricordare luoghi e persone; conoscono molti dei grandi viaggiatori in moto italiani e partecipano spesso alle fiere di settore, da EICMA a BIKE EXPO a MOTODAYS: ci promettiamo di restare in contatto e ci salutiamo come vecchi amici.
Vado a dormire da Roberto a Cerro Maggiore e dopo tanto, tanto tempo mi concedo una buona pizza con birra: ahhh, possono dire quello che vogliono, come si mangia in Italia non si mangia da nessun'altra parte nel mondo... he he he  ...

LES GRANDS PRES

 diario di viaggio del 20.08.2013
LES GRANDS PRES

Parto colcuor leggero da Parigi; fra due giorni arrivero' a casa e portiro' a compimento questo mio bellissimo viaggio; la moto un po' mi preoccupa ma, pur col tanto rumore dallo scarico, viaggio speditamente e senza particolari problemi; attraverso tutto il centro della Francia, molto verde, tante foreste, tanti campi coltivati.
Decido di prendere, almeno nella prima parte, vie di grande comunicazione, alcune anche a pagamento, anche perche' altrimenti i quasi 500 km di giornata avrebbero richiesto molto ma molto tempo.
Soste solo per rifornimenti e nel primo pomeriggio sono a Besancon; attraverso la cittadina (traffico accettabile, non grandi difficolta') che ha dato i natali a Victor Hugo ed ai fratelli Lumiere (gli inventori del cinema) e prendo una strada minore ma molto molto bella che attraversa il collinoso territorio della Franca Contea; arrivo a Pontarlier, quasi 800 mt di altitudine, e mi porto all'Auberge de Jeunesse, molto bello esteriormente, che ho visto ieri sera in internet; dovrebbe avere molti posti letto liberi ma quando scendo e vado alla porta c'e' un bel cartello con scritto "completo"; purtroppo, nel crederlo libero, ieri non ho guardato altri alloggiamenti e non so' dove andare; passa una signora e Le chiedo se conosce altri posti dove andare a dormire; gentilmente mi indica una localita' di montagna a una quindicina di km dove si trovano diverse locazioni "Chambre d'Hotes" e decido di accettare il consiglio.
Arrivo a Les Fourgs dopo una breve sosta ad una chiesetta piccola dove i valligiani dicono siano avvenuti diversi miracoli; mi fermo ad un primo posto di soggiorno ma anche questo e' pieno e mi sposto a poche centinaia di distanza al LES GRANDS PRES: l'ho gia' detto, sono fortunato, ed anche questa volta non poteva capitarmi di meglio!!!
Vivianne era ispettrice di polizia a Montecarlo mentre Eric era ottico in un vicino paesino del Jura (la catena montuosa tra la Francia e la Svizzera); entrambi in pensione hanno deciso di cambiare vita e si sono presi questa grande casa a Les Fourgs (famosa stazione di sport invernali, soprattutto sci di fondo), dove accolgono ospiti nei tre mesi estivi e nei tre mesi invernali, negli altri vivono a Montecarlo (niente male, eh...).
La casa era l'unico affumicatoio per le salsicce di tutto l'altipiano e ancora oggi rimane il grande camino quadrangolare alto una decina di metri e con oltre tre di lato; ci sono 5 stanze ma sono tutte occupate; Eric pero' e' attratto da quanto sta facendo e mi mette a disposizione la nuova ala che stanno ristrutturando, con una grande camera dove ci sono gia' tutti i servizi e manca solo solo una piccola parte del mobilio: fantastico per me, tanto spazio, vista fantastica e, particolare non da poco, gratis: si, si, tutto gratis perche' secondo Lui e' un onore avermi li'.
Mentre aspetto l'orario di cena mi faccio un giro a piedi per le stradine ed i prati di questo apesino di 1200 abitanti nella regione dell' Haute Doubs, a quasi 1100 mt di altitudine; ritorno e tyrovo gli altri ospiti ormai seduti attorno alla grande tavola; Eric e Vivianne sono ormai due abili cuochi e mi gusto una splendida cena: dopo 2-3 giorni di cene autogestite o fast food questo e' proprio un toccasana.
Il dopocena in compagnia, con tanti racconti del mio viaggio tradotti in lingua francese da Vivianne (che essendo di Montecarlo conosce bene la nostra lingua), chiude la giornata.
Ha proprio ragione Anna; da una cosa negativa (non aver trovato posto all'Auberge de Jeunesse di Pontarlier) spesso il destino ci fa trovare aperte altre porte piu' interessanti: l'alloggiamento gratis a Les Fourgs si e' rivelato sicuramente una di queste.

venerdì 23 agosto 2013

SONO TUTTI IN FERIE

diario di viaggio del 19.08.2013
SONO TUTTI IN FERIE

Il sole brilla in un cielo azzurro (e mi dicono che non succede proprio spesso a Parigi) e non avendo impegni particolari dormo fin quasi a tardi, diciamo verso le 8.30; solita colazione con il latte freddo ed i biscotti alla nutella e alla marmellata comprati nel vicino marche' (ho comprato anche delle penne rigate e del ragu' e stasera si va con una bella pastasciutta); gigioneggio un po' con il computer ma la mia mente e' sempre alla moto; la marmitta fa veramente un gran rumore e non me la sento di fare questi 900 km fino alla Quadro per metterla apposto;
Guardo su intenet dei rivenditori di scooter con officina nella zona nord'est di Parigi (quella dove si trova Bobigny dove sono alloggiato) e ne trovo ben 4 : mi ritengo fortunato.
Prendo Quadrotta e mi dirigo al piu' vicino, solo 5 km: delusione, e' chiuso "pou fermeture annuelle" (chiuso per ferie); vabbe' vado al secondo. 17 km di distanza, stessa sorte e cosi' anche per il terzo ed il quarto: mi sono sorbito oltre 60 km e li ho trovati tutti chiusi per ferie, una vera ...disgrazia!!!
Non posso far altro che risitemare da solo, con quello che ho e tirare avanti, accidenti.
Avevo pensato di andare di nuovo a Parigi ma la pigrizia ha il sopravvento; tutto quello che ho visto ieri mi ha inebriato e le sensazioni provate rimangono ben vive dentro di me; non credo che altri monumenti incrementerebbero tale sensazione e cosi' decido di riposarmi e aspettare gli ultimi due giorni di trasferimento in tranquillita'; la buona pasta serale rallegra il mio spirito e mi addormento serenamente nella casa del turco Kefir...

martedì 20 agosto 2013

PARIS C'EST TOUJOURS PARIS

diario di viaggio del 18.08.2012
PARIS C'EST TOUJOURS PARIS

Cosa volete che Vi dica; saranno i condizionamenti che arrivano dagli anni giovanili; saranno i continui riferimenti storici che ne fanno capo; saranno i racconti dei tanti amici e amiche che ci sono stati; sara' che ho una cognata insegnante di francese ed un fratello innamorati della Francia e della sua capitale; sara' quel che sara' ma il fascino di Parigi e' incredibile.
Avere la fortuna di arrivarci con la Tua moto e poterla girare disinvoltamente, arrivando in ogni angolo con molta facilita', aiutato dai tanti, tantissimi parcheggi per le due (oddio, la mia ne ha tre di ruote...) situati nelle vicinanze di tutti i monumenti piu' importanti, da' poi un sapore ancora piu' gradito alla visita.
E' piovuto tutta la notte ed anche in mattinata si alternano leggere schiarite a veloci pioggerelline; avevo gia' preso la decisione di andare nel pomeriggio in citta', aqnche per evitare la ressa dei turisti di questo ultimo giorno del ponte di ferragosto (la mia idea, in parte confermata, e' che nel pomeriggio di oggi molti dei pullman e dei turisti occasionali ripartiranno per ritornare alle loro destinazioni).
Quando parto da Bobigny dove sono alloggiato il cielo e' ancora grigio ma non piove; entro nella Peripherique Nord Exterieur e la percorro per una quindicina di km, entro dalla Porte Mailot e da Avenue de Grande Armee; subito in fondo mi appare l'Arc de Triomphe e subito dopo gli Champs Elisee: emozione.
Mi fermo proprio di fianco all'Arc e scatto un bel po' di foto con il solo Arc, con la moto, con me sulla moto (chiedendo aiuto a qualche passante); il cielo si e' anche aperto e c'e' quasi il sole: sono fortunato.
Percorro gli Champs Elisee, giro su George V, poi il ponte dell'Alma e Lei mi appare, proprio sopra le fronde del Quai Branly: il monumento piu' famoso, il simbolo stesso della citta' e' proprio di fianco a me : la Tour Eiffel, il colosso d'acciaio di 324 mt (il piu'alto di tutta Parigi), il simbolo della Esposizione universale del 1889, il miracolo della progettazione di Gustave Eiffel e' veramente bellissima da vedere.
E poi la suggestione di un monumento visitato da 250 milioni di persone dal giorno della sua inaugurazione; ci giro attorno, mi porto sul lato nord e anche qui via con le foto; la camera diventa incandescente, mi sposto a piedi sotto e davanti e...ancora di fianco, non verrei piu' via: ho deciso, ci ritornero' in serata e faro delle foto con la torre illuminata. Dicono che sia ancora piu' bella.
E allora via per Parigi e nell'ordine: il Museo del Louvre e la Piramide che ne e' diventata l'ingresso ufficiale; Notre Dame (con l'obbrobrioso cartellone azzurro di fronte che ne celebra gli 850 anni dalla costruzione) e l'Ile de la Cite'; Place Vendome e la colonna d'Austerlitz (ah, con l'Arc de Triomphe e gli Champs Elisee mi sono dimenticato di nominare Place de l'Etoile, ora Place Charles de Gaulle),  i giardini delle Tuileries, l'Opera  ed il palazzo della Comedie Francaise, il Beabourg ( il Centro Pompidou che accoglie le Gallerie di Arte Moderna, della musica e delle nuove tendenze, la fontana di Place Stravinskij, cosi' particolare e cosi' strana ma cosi' caratteristica, Les Halles, etc etc
Il tempo passa veloce e non posso dimenticare tutti gli scorci particolari e gli altri monumenti incontrati spostandomi in moto per le vie cittadine; praticamente ogni angolo sarebbe stato da fermarsi e fotografare qualche monumento, qualche piazza, qualche scorcio sentito nnominare o letto sui libri di scuola: bello, bello, bello, sono letteralmente sopraffatto dall'emozione. E poi tutto quello che non sono riuscito e non riusciro' a vedere.
Come detto ritorno alla Tour (ma anche al Louvre  e all'Arc) per delle foto notturne e, se possibile, faccio un pieno ancora maggiore di emozione.
Ritorno a Bobigny verso le 23; incredibilmente non e' scesa una sola goccia durante tutta la visita ma come mi avvio per il ritorno comincia a scendere un'acqua fitta fitta che non mi abbandona fino all'arrivo (per fortuna nello zainetto avevo messo l'antipioggia); purtroppo per la pioggia ho  dovuto saltare l'ultima "attrazione" che volevo visitare, il quartiere della Defense, il distretto moderno ad ovest del centro storico, costruito in tre riprese a partire dal 1958, con grattacieli, palazzi moderni, centri commerciali
Vabbe', tutto non si puo' fare, tutto non si puo' visitare, il mio pieno per oggi lo gia' fatto e ... ho anche domani, no??? 

domenica 18 agosto 2013

5 GIORNI ALL'ALBA

diario di viaggio del 17.08.2013
5 GIORNI ALL'ALBA

L'Auberge de Jeunesse "La Plage" di Metz e' affacciato proprio sulle rive della Mosella e stamane facendo colazione sulla terrassa sul fiume avevo una decina di candidi cigni che si muovevano elegantemente proprio a pochi metri; me la prendo molto comoda perche' sono meno di 300 km fino a Parigi, e parto solamente verso le dieci e un quarto; decido di non prendere la superstrada su cui sono arrivato ma di muovermi verso la capitale francese su strade secondarie: mai scelta fu piu' felice.
Pochissimo traffico (solo quando attraverso simpatici paesini col tetto in ardesia ci sono un po' piu' macchine, anche perche' in molti e' giorno di mercato), strade sufficientemente larghe e ben tenute, paesaggi agresti che allietano l'animo; ogni tanto qualche perla di rara bellezza come la cattedrale gotica de l'Epine, o attivita' internazionalmente conosciuti come i bei vigneti della strada dei vini della Mosella o le grandi tenute della Champagne.
A proposito della Champagne devo dire che mi aspettavo che le colline fossero coperte solo da vigne ed e' stata una sorpresa notare che la maggior coltivazione della zona non e' quella del vino ma quella ... delle barbabietole: si, si proprio le nostre care barbabietole che tanto hanno dato allo sviluppo del mio amato paesino Pontelongo.
Dopo un'ottantina di km alla mia destra c'e' la foresta demaniale di Verdun ed un cartello indica una deviazione per il campo di Battaglia; qui nel 1916 fu combattuta per 300 giorni una delle piu' spaventose battaglie di tutti i tempi, con oltre 600mila tra morti, feriti e dispersi dei due eserciti che si fronteggiavano, quello tedesco e quello francese; nella bella foresta che e' ricresciuta rimangono i tanti monumenti che ricordano il valore e l'eroismo di questo o quel battaglione ed i forti e le casamatte che ospivano i soldati, ormai ricoperti dalla terra e dalla vegetazione.
Mano a mano che mi avvicino a Parigi il traffico ovviamente aumenta e una trentina di km prima del centro sono gia' nel bel mezzo delle banlieu; per le strade la maggior parte della gente e' di colore, molte sono le donne che portano il velo e alcune anche il chador nero; molti scopriro' che sono turchi ed anche il padrone della guesthouse dove ho deciso di stabilirmi per 2-3 giorni proviene d Smirne, la terza citta' turca, nella regione dell'Egeo.; sua moglie e' invece cinese.
Mi sistemo al primo piano della loro casa ed essendo al momento l'unico ospite ho tutto lo spazio a mia disposizione. doccia, sistemazione bagaglio e poi insieme al mio anfitrione vado a mangiarmi un kebab in un locale che conosce lui; andiamo con la sua macchina e ... mi paga anche la cena: cosa posso volere di piu?
Stasera mi faccio una bella dormita, domani provo a sistemare la marmitta che ha ripreso a fare rumore e nel pomeriggio via verso il mitico centro storico di Parigi: non ci sono mai stato e quindi non vedo l'ora di arrivare con Quadrotta alla Tour Eiffel, a Place de l'Etoile, all'Arc de Triomphe, a Notre Dame, al Louvre, etc etc .
Mancano solo 5 giorni al rientro in Italia...

sabato 17 agosto 2013

VIVE LA FRANCE

diairio di viaggio del 16.08.2013
VIVE LA FRANCE

Colazione incredibilmente ricca quella degli A &O Hostel; c'e' veramente di tutto ed io non mi faccio mancare niente...; allle 7 sono gia' pronto ma ieri arrivando la marmitta ha ricominciato a fare un rumorino e decido di dare un'occhiata: tra una roba e l'altra riparto soltanto alle otto e mezza!!
Esco verso sud da Norimberga e con qualche difficolta' trovo la statale 6 che va in direzione ovest verso Hellbronn e Mannheim; trovo le indicazioni per Eschenbach (famosa fabbrica di porcellana tedesca) e poi per Hockenheim (gare di formula 1 e moto) e mi trovo coinvolto in un grave incidente (proprio davanti a me) tra una moto e 4 auto: arriva elicottero (due feriti molto gravi), 4 ambulanze, tre auto della polizia e 4 mezzi dei pompieri. L'efficienza tedesca si vede anche in questo.
Riparto in Direzione Saarbrucken ed entro in Francia, precisamente in Lorraine; colline verdi, bei paesetti, autostrada a pagamento, arrivo a Metz; entro e cerco subito Rue Marchant ma l'ostello e' pieno (gran casino di gente e sono quasi felice di non essere qui); me ne faccio indicare un altro e in 5 minuti sono all'Auberge de Jeunesse Plage de Metz: bello, bello, bello, affacciato sulla spiaggia lungo la Mosella, con i cigni che nuotano elegantemente proprio davanti alla terrazza .... ed ha anche posto per me.
Pago 18 euro per pernottamento e prima colazione (gran bel prezzo) e sono in una camerata da 6 ma da solo; domani me ne vado a Parigi e sara' molto difficile trovare sia queste condizioni che un posto libero: speriamo bene.
Ah, mancano solo 6 giorni.... IIIUUUUUUUUUUU.

giovedì 15 agosto 2013

NON TROVO I CANTORI MA NORIMBERGA E' BELLA

diario del 15.08.2013
NON TROVO I CANTORI MA NORIMBERGA E' BELLA

Non mi fermo a vedere Praga (ierti entrando ho fatto due piccoli filmati per le vie cittadine) perche' ci sono stato l'altr'anno in gita con i ragazzi delle medie; e poi non vedo l'ora di arrivare in Francia e a Parigi.
Oggi ritorniamo a distanze piu' consone al mio modo di viaggiare; quasi 500 km con in mezzo la frontiera tra Cechia e Germania, anche in questo caso retaggio di un tempo che non c'e' piu'; strada molto bella, soprattutto la parte tedesca, un gioiellino proprio, anche piacevole da fare e traffico accettabile, niente caos, assolutamente; appena oltre la frontiera faccio una deviazione di una trentina di km per recarmi a Weiden in der Oberpfalz dove c'e' la sede della BSA, l'importatore ufficial per la Germania dei prodotti Quadro; ovviamente in questa giornata superfestiva e' tutto chiuso ma io mi faccio un po' di foto davanti agli uffici e alla vetrina: se gli interesseranno sono pronto a fornirgliele.
Riparto e gli ultimi 100 fino a Norimberga volano; alle 14 sono gia' in citta' ed in un battibaleno trovo un altro A & O Hostel & Hotel, una catena di alberghi tedeschi con alcune strutture anche in Repubblica Ceca e Austria; questo e' veramente bello, tutto ordinato e pulito ed e' un piacere essere ospitati in simili strutture.
Comew al solito un po' di tempo per me e per Anna e poi fuori per le vie cittadine.
Sono proprio davanti alla stazione centrale dei treni ed il "centro" dista poche decine di metri; anche qui tanta gente per le strade, tanti italiani (non mi aspettavo che questa citta' tedesca attirasse cosi' tanti connazionali); ma evidentemente sono molto piu' informati di me sulle bellezze che puo' offrire la citta' bavarese.
E' bella, con gli alti tetti spioventi delle case e delle chiese che svettano verso il cielo limpido e azzurro; tante chiese, grandi, belle, austere; tante piazze su cui si affacciano rfistoranti e negozi colmi di turisti; metro sto' camminando mi arriva un sms del mio compare Carlo che mi invcita a provare i wurstel alla griglia su legno di faggio del Bratwurst Hausle in Rathause Platz, 1: posso lasciarmi scappare questa occasione, posso non ascoltare un compare di nozze? Non sia mai; detto fatto trovo la Rathause Platz e mi faccio fuori ben 6 wurstel con crauti (e pepe in grani) ed una bella (e buona) birra scura alla spina per meno di 10 euro: ragazzi siamo in Germania, non siamo piu' in Lituania e una pizza con birra in italia costa piu' del doppio!!!
Grazie Carlo, grazie Manu, aspetto altre dritte del genere. Domani entro in Francia, penultimo paese del mio peregrinare (l'ultimo sara' la Svizzera) e spero proprio di riuscire ad arrivare alla Tour Eiffel con la mia Quadrotta....

SFRATTATO NELLA NOTTE

Diario di viaggio del 14.08.2013
SFRATTATO NELLA NOTTE

Non mi era mai capitato e la vicenda e' alquanto strana ma in un lungo viaggio si rischia anche questo.
Ma andiamo con ordine, come dicevano nel Ventennio.
Mi sveglio alle 5.30 e alle sei, preparata la roba e caricata la moto sono pronto; no, non per andare a Praga (ci arriverei troppo presto!!!), sono pronto per un raid fotografiche per le vie di Cracovia, senza tutto il traffico e .... la polizia e quindi per arrivare anche dove normalmente non si potrebbe; ed infatti riesco ad arrivare fino al Rizek, la piazza del Mercato, normalmente off limit per i mezzi motorizzati e tra gli sguardi incuriositi degli spazzini gia' ( o ancora) al lavoro. ne approfitto per tutta una serie di foto sia a Quadrotta sia a me (con l'aiuto dei primi frettolosi passanti).
Vado anche al Wawel (Il Castello) ed anche li' via col le "pictures"; sono ormai le sette quando rientro all'ostello per cuccarmi la gustosa colazione; e faccio bene a tornare perche' conosco un grande persona;
architetto coreano, appassionato di storia dell'Arte e storia antica e' innamorato dell'Italia (che considera insuperabile maestra); collabora con la televisione coreana, ha scritto numerosi libri e trattati di storia, e' insomma un vero personaggio ; risiede molti mesi all'anno a Roma, parla un perfetto italiano, gira l'europa per motivi di studi storici ma dice che e' impossibile conoscere la storia dell'Europa senza conoscere la storia dell'Impero Romano!! Ecco perche' mi piace andare negli ostelli: oltre all'ambiente "giovanile" e ad attingere un mare di informazioni, si conoscono un sacco di persone interessanti!!
Parto dunque; sono ormai quasi le otto ma non mi preoccupo: 310 km si fanno velocemente e posso persino permettermi il lusso di diverse soste.
Arrivo alla capitale della Rep. Ceca nel pomeriggio ma, e dovevo immaginarmelo la vigilia di ferragosto, l'ostello che avevo scelto in pieno centro (a 150 mt da Ponte Carlo) non ha posto; ho lasciato la moto fuori in Malostranske e quando ritorno la trovo circondata da persone: tutti italiani in vacanza a Praga, meravigliati, stupiti, un po' orgogliosi anche loro di un Italiano che ha fatto il giro del mondo.
Mi sposto quindi in periferia e trovo un posto al A & O Hostel e Hotel: 20 euro per letto e prima colazione sono ancora accettabili; non e' accettabile invece la condizione in cui trovo la camera ed il mio letto, ma decido di restare: in fondo si tratta di una notte!!
Esco per la cena e quando rientro smanetto un po' col pc e poi mi butto a dormire: letto e posto ripuliti con cura e aspetto della camera decisamente migliori. Dormo tranquillo ... fino alle 2 quando vengo svegliato da due ragazze che mi dicono che i letti della stanza erano tutti occupati e io dovevo andarmene; sono un po' assonnato e faccio fatica subito a capire; poi realizzo e cerco di spiegare che il numero di stanza e letto li ho avuti dalla reception, ed anche la chiave elettronica per entrare, quindi ... niente da fare, loro sono in sei e vogliono restare insieme.
Scendo in reception e l'inghippo viene spiegato: il gruppo e' arrivato in otto e sono stati divisi 4 per stanza; poi loro si sono cambiati per stare insieme: io sono a posto e torno a dormire . Intanto sono le tre e alle sei mi devo alzare: insomma me xe capita' anca questa!!! Ma come diseva nono Menego: tuto xe ben queo che finisse ben. A domani.

ALTRA COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

ALTRA COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

A tutti coloro che volessero essere con me la sera del rientro a casa e nello stesso tempo contribuire alla causa di Emergency con la partecipazione alla cena-buffet chiedo gentilmente di comunicare la presenza a Almer Fornaro (email: almerfornaro@tiscali.it     cell. 334 7395562) oppure a mia moglie anna (email: mursi2002@libero.it    cell. 328 9050042) in modo da organizzare le cose al meglio e non sprecare inutilmente o far mancare la roba.
Io spero siate in tanti... e non saltero' di abbracciare nessuno, ve lo prometto.
Ciao ciao.

mercoledì 14 agosto 2013

SALI DI POLONIA

diario di viaggio del 13.08.2013
SALI DI POLONIA

In camera con me all'ostello c'e' Nicola, trentino della val di Non, in vacanza qui nel nord europa; ha da poco lasciato (non proprio forzatamente ma ... la crisi ha colpito la ditta dove lavorava) il suo lavoro in una ditta di costruzionbi e sta girando un po' il mondo; ieri e' stato alla cattedrale del Wawel e ne e' rimasto colpito positivamente.
Decidiamo cosi' di andare insieme a piedi al Wawel e poi io visitero' la chiesa e Lui il castello (dove e' momentaneamente custodita la Dama con l'Ermellino di Leonardo finche' continuano i lavori di restauro del museo che la ospita normalmente); in serata Nicola prendera' un aereo per orio al Serio e ritornera' Italia.
Ci salutiamo in mezzo ad un gran numero di persone che gia' al mattino presto affollano il cortile del castello;
metto le cuffiette dell'audio guida ed inizio la mia visita che terminera' solo due ore dopo; interessante la storia della cattedrale dei Santi Venceslao e Stanislao, la chiesa dove si sono celebrate le incoronazioni dei sovrani polacchi,  delle sue cappelle riccamente lavorate (quasi tutte da artisti italiani a parte una dedicata alla religione russa ortodossa), dell'enorme campana di , dele tombe delle varie dinastie di regnanti polacchi e degli eroi di questa nazione; ancora altrettanto interessante la visita poi del museo che accoglie diversi manufatti preziosi e soprattutto moltissimi degli oggetti di uso quotidiano o del vestiario dell'allora arcivescovo di Cracovia divenuto poi Papa Giovanni Paolo II, Karol Wojtila; ne resto colpito, forse per il fatto che sono appartenuti ad ... un santo!!
Esco di corsa dalla visita e ritorno all'ostello per prendere la moto e trasferirmi alla seconda meta di giornata; la strada per la miniera di sale di  Wieliczka  non e' poi molta ma c'e' parecchio traffico e impiego quasi 3/4 d'ora per fare solo 15 km; incontro di nuovo i due motociclisti di Sassuolo (loro hanno gia' finito la visita e si dichiarano entusiasti!!!) e ci facciamo un po' di foto nel piazzale della miniera; arrivo alle 12.50 ma soltanto dopo una fila di 1 ora e 3/4 riusciro' a prendere il biglietto, tanto per darVi un'idea della massa di gente che come me ha deciso di visitarla; comincia a piovere furiosamente e mi riparo sotto ad una tettoia a mangiarmi un po' di cioccolata nell'attesa.
Alle 15.45 comincia la visita guidata riservata agli italiani e cosa volete che vi dica: e' incredibile cosa dei minatori sono riusciti a fare; lungo il percorso di circa 3 km ad una profondita' variabile tra i 64 ed i 130 mt si aprono grotte, sale, cappelle, nicchie dove gli operai hanno riprodotto scene di vita quotidiana della minirea, figure dei grandi di Polonia, scene della vita del Cristo, figure mitologiche; ma la cosa piu' affascinante e' sicuramente la grande cattedrale di sale realizzata da tre minatori (poi mandati a studiarescultura per la loro bravura) nel corso di 60 anni di lavoro: magnifica, bellissima, coinvolgente. Peccato che Papa Wojtila non sia potuto scendere qui giu'; arrivato ormai divorato dalla malattia ha dovuto rinunciare dopo pochi metri di discesa; la sua statua intagliata per quella occasione rimane e rimarra' per sempre all'ingresso della cattedrale.
Finisco dando alcune cifre e date: la cattedrale e' attiva dalla meta' del 1200, la scavazionee' terminata nel 2002 ma ancora adesso se ne ricavano 12.600 tonnellate dall'evaporazione dell'acqua pompata in superficie; vi sono circa 300 minatori che si occupano della manutenzione delle travature di sostegno e della sicurezza dei visitatori, oltre al pompaggio dell'acqua in superficie come detto. Vi sono tre livelli e si arriva con le gallerie, lunghe 315 km, fino ai 360 mt di profondita' e nelle viscere della terra sono presenti ristoranti, centro visitatori, negozi, bagni; ogni anno viene visitata da quasi un milione di persone e dal 1978 e' stata insignita del titolo di Patrimonio dell'Umanita' dall.Unesco.
Ritorno a Cracovia, mi fermo per una foto alla fabbrica di Oscar Schindler (dove il regista Steven Spielberg ha girato molte delle scene del suo Schindler's List sulla vita e l'opera del Ceco che tanti ebrei ha salvato durante la seconda guerra mondiale), sistemo la moto nel cortile dell'ostello e stasera la cena la prendo in un Mleczny Bar (un bar del latte) dove si puo' mangiare e bere del succo di frutta o appunto latte per cifre veramente irrisorie: con 4 euro un bel piatto di pierogi, uno di bigos (stufato di maiale con crauti e un succo di frutta grande: niente male, proprio niente male...)
Domani si riparte e si lascia la Polonia: mi e' piaciuto questo paese, con storia, cultura, natura, aspetti interessanti.

martedì 13 agosto 2013

LA CITTA' DI KAROL

diario di viaggio del 12.08.2013
LA CITTA' DI KAROL

Bellissima giornata di sole; e tale restera' fino a tarda sera anche a Cracovia.
La partenza da Varsavia e' intorno alle 8.30; non ho fretta e non ho nemmeno tanta strada da percorrere; un po' di fatica, ma neanche tanta, per uscire dalla grande capitale (a quest'ora il traffico comincia a farsi sentire ed un paio di volte mi fermo in un ingorgo) e poi via leggero sulla bellissima superstrada a doppia corsia che collega Varsavia a Radom; dopo Radom la strada diventa a corsia unica, ci sono un po' di avvallamenti e buche ma, insomma, abbastanza buona.
Cracovia ha oltre 700 mila abitanti ma Stare Miasto, il centro storico, e' facile da raggiungere, basta andare sempre dritti fino a che non ci trova la strada sbarrata da una cortina di alberi; il bellissimo cuore della citta' e' infatti circondato da una serie di giardini che lo rendono unico.
Lo Yellow Hostel e' subito a ridosso dei giardini, 300 mt dalla piazza principale, posizione stupenda; non altrettanto la sistemazione, con molto caos, un po' di sporcizia, disorganizzazione; decido di restare lo stesso (non devo mica viverci tutta la vita, dai..) e appena sistemato bagaglio e moto mi cambio e me ne vado a zonzo per il centro.
Stare Miasto ha la gorma di una pera, con il picciolo che coincide con il Castello e la Cattedrale che fu la sede, per 16 anni (fino a prima dell'elezione a papa), dell'Arcivescovo Karol Wojtila (poi Papa Giovanni Paolo II); una enorme statua in bronzo lo raffigura proprio nel sagrato della Cattedrale; purtroppo quando arrivo io le visite sono gia' terminate e decido di ritornarci domattina con calma.
Ritorno giu' dal ripido pendio su cui si erge il Wawel (il castello che domina il centro storico) e mi dirigo camminando verso il vero centro del centro, il Ryzek, la grande piazza (secondo i polacchi la piu' grande d'Europa ma noi sappiamo esserlo invece il nostro bel Parto della Valle a Padova) nel bel mezzo della quale spicca il Sukiennice, il mercato dei tessuti del XV secolo, ora trasformato in un bazar, ma che per secoli e' stato il centro delle trattative e dei traffici mercantili di mezza Europa; qui incontro anche una simpatica coppia di motociclisti di Sassuolo in giro per il Nord Europa (ultima meta Helsinki).
Di fianco la particolare e bellissima Basilica di Santa Maria (all'interno della quale la piu' grande pala lignea del mondo, opera dello scultore Steit Voss ), particolare per le due torri di altezza diversa che caratterizzano la facciata (una era una torre di guardia e l'altra una campanaria); in piazza anche diverse carrozze trainate da due cavalli (bardati a festa con paraorecchie, nastrini rossi, molto ben tenuti) e guidate spesso da avvenenti ragazze in abiti tradizionali.
E' veramente un centro storico molto bello (oltre ai gia' citati monumenti ce ne sono parecchi altri, come il museo  Czartoryski dove si trova il famosissimo dipinto di Leonardo "La dama con l'ermellino"), degno del riconoscimento che gli ha assegnato l'Unesco, ma altre ancora sono le cose da vedere qui a Cracovia; la citta' ospita la piu' vecchia e ancora oggi importante universita' del paese e gli oltre 100 mila studenti che la frequentano sono usi uscire di sera; ecco che ogni via, ogni piazza, ogni quartiere e' pieno di locali caratteristici ed ecco che per i numerosissimi turisti che la affollano in questi giorni agostani e' piacwevole immergersi in questa atmosfera gaia e spensierata; numerosi anche, ovviamente, gli artisti di strada che si esibiscono ovunque; fuori Stare Miasto c'e' poi il vecchio quertire ebraico con le sue sinagoghe e le bancarelle, c'e' il ghetto, c'e' la fabbrica di Schindler, dove sono state girate anche molte scene del film...insomma veramente una gran bella citta' in cui sono proprio contento di essere arrivato.
Domani, come detto, visita alla cattedrale e poi ad un altro sito dell'Unesco, a soli 15 km da dove sono alloggiato : le miniere di sale di Wieliczka. Non mi sto annoiando per niente....

lunedì 12 agosto 2013

COMUNICAZIONE IMPORTANTE!!!!

COMUNICAZIONE IMPORTANTE!!!!

Cari Amici Tutti,
dopo piu' di 10 mesi e' giunta l'ora di terminare questo bellissimo All Around The World e ritornare a casa; ho fissato la data in giovedi 22 agosto 2013 e spero di non "tirare bidoni"; il luogo la piazza davanti alla chiesa di Pontelongo (PD)
Arrivero' in serata nella piazza di Pontelongo dopo essere passato a salutare e ringraziare tutti gli Amici-Sponsor che hanno reso possibile questo bellissimo "Sogno lungo un Anno":  Quadro Vehicles, Limbiati Orologeria, O J Atmosfere Metropolitane abbigliamento e accessori moto, Nolan-Xlite caschi , Gialdini Brescia Outdoor, Athena Group con le videocamere Go Pro, Capehorn Abbigliamento, Plaber-HPRC contenitori stagni, Asolo scarpe ed altri accessori e Vendramini stivali moto; ci sara' una cena-buffet in piazza, ci sara' una lotteria a favore di Emergency e ci saranno gia' molte, moltissime foto di questo lungo viaggio.
SentiteVi tutti invitati e se avete altri amici interessati portate anche loro.
L'amico Almer Fornaro e mia moglie Anna saranno ben lieti di ricevere una Vs. telefonata di conferma della presenza, in modo da avere una indicazione di quanti saremo (ripeto, anche solo indicativamente....).
Spero veramente possiate essere tutti presenti quella sera: Vi aspetto con gioia!!!!
Ciao ciao. 

COL SOLE E' UN'ALTRA COSA

diario di viaggio del 11.08.2013
COL SOLE E' UN'ALTRA COSA

Come gia' mi e' successo in altre occasioni ritorno il giorno dopo "sul luogo del delitto", nel senso che oggi e' proprio una bella giornata e decido di ritornare in centro storico di Varsavia con la moto.
Czarek questa mattina e' impegnato ma ci siamo detti che se potra' ci vedremo nel tardo pomeriggio.
Ritorno a parcheggiare dove ieri e mi avvio per le stradine in salita che portano a cio' che rimane dei vecchi bastioni in pietra.
C'e' tanta ma tanta gente (e quando arrivero' in piazza ce ne sara' ancor di piu') e decido di prendere strade diverse da quelle percorse ieri; ovviamente mi appaiono angoli nuovi e diversi din un centro storico, come detto in parte ricostruito dopo la distruzione operata dai tedeschi in ritirata durante la seconda guerra mondiale (e ovviamente anche qui, per la ricostruzione, c'entrano gli italiani, nel senso che gli architetti si sono avvalsi dei disegni settecenteschi del pittore italiano Bernardo Bellotto per ricostruire fedelmente case e chiese), con palazzi dai tetti, dai portoni, dalle finestre, dalle dimensioni stesse cosi' diversi da quelli italiani.
Passando davanti alla Cattedrale di San Giovanni decido di entrare e , visto che sta iniziando una messa, decido anche di restare e ascoltarla tutta.
Quando esco la luce del sole e' veramente abbagliante e mi riparo all'ombra del Castello, proprio di fianco alle carrozze con cavallo che accolgono i turisti per un simpatrico giro di Stare Miasto.
Alla Kolumna Sygmunta noto due moto cola' arrivate e mi informo di che percorso bisogna fare per poterci arrivare.
Ritorno velocemente al parcheggio, prendo Quadrotta, passo vicino ad una enorme fontana colma di bambini, ma anche qualche adulto, che si bagnano beati e in mezzo ad un vero dedalo di vie, piazze e larghi viali riesco ad arrivare fino alla Piazza del Castello e realizzare alcune belle foto con me e la moto, tra la solita curiosita' della gente.
In serata arriva Czarek e decidiamo di concederci una rilassante passeggiata tra i viali del Parco e poi ancora in un locale caratteristico per mangiare zuppa di trippa e pasta di patate con funghi: come sempre buonissimo tutto.
Ritorno all'Ostello e mi preparo la borsa dopo una bella doccia: domani trasferimento a Cracovia, per vedere quello che l'unesco ha decretato come centro storico piu' bello d'Europa; ne ho visto tanti in questi giorni nel nord dell'Europa ed in Russia e sono proprio curioso di vedere come sara' questo; poi nelle vicinanze ci sono anche Auschwitz e le miniere di sale e vediamo se ricaviamo un po' di tempo anche per questi luoghi che attirano comunque la mia attenzione....

domenica 11 agosto 2013

UHM, CHE BUONI I PIEROGI

diario di viaggio del 10.08.2013
UHM, CHE BUONI I PIEROGI

E' piovuto tutta la notte, l'erba del giardino dell'ostello dove e' Quadrotta e' fradicia ed anche il cielo non promette niente di buono; decido di indossare la tuta antipioggia sopra al completo della OJ per percorrere i circa 200 km che mi separano da Varsavia; non prendero' una goccia fino all'arrivo alla periferia della capitale!!
Mi fermo all'ingresso in citta' e chiamo Czarek, l'amico di Rodolfo Lotto di Emergency; come metto il blocco alla moto si scatena un temporale grandioso che mi costringe a ripararmi sotto ad un vicino cavalcavia, proprio tra una filiale della FIAT ed il capannone della Media World (che qui come nel resto d'Europa si chiama Media Markt); continua a piovere anche quando Czarek arriva con la sua rossa auto; decidiamo di avviarci verso il Pepe Hostel in Gdanska, 25, nel quartiere di Zoliborz, non lontano dalla citta' vecchia; scarichiamo il bagaglio, mi lavo e cambio in velocita' e gia' prima di mezzogiorno arriviamo a parcheggiare sotto i bastioni di Stare Miasto, la parte vecchia della citta', in gran parte ricostruita dopo le distruzioni del secondo conflitto mondiale.
C'e' parecchia gente, turisti provenienti da ogni dove (anche molti, moltissimi italiani ed incontro anche due simpatici cilisti bassanesi in procinto di trasferirsi per un bike-tour ai Laghi Masuri, al nord), tanti idiomi per le strade; Czarek e' un simpatico "ragazzo" di 44 anni, che parla un ottimo italiano (ha vissuto per 3 anni nel nostro paese ed ha lavorato per ditte italiane in Polonia) e che si rivela un'ottima guida; decidiamo di concederci un piatto tradizionale polacco in un locale tipico e cosi' assaggio quell'autentica leccornia che sono i Pierogi, sorta di ravioloni giganti ripieni di quel che uno vuole, conditi con burro, lardo,o quant'altro e serviti con una bibita tradizionale ricavata dalla cottura della frutta: il piccolo ma carino ristorante della catena Zapietec, proprio in Piazza del Castello, a pochi metri dalla Colonna di Sigismondo, ci accoglie con le pazienti e carine cameriere vestite con abiti tradizionali.
Ci avviamo poi per Nowy Swiat, la pedonale via dei negozi, del relax (con tanti locali), dello struscio (diremmo noi italiani) ed arrivati in fondo giriamo a Dx e con un sotto passaggio eccoci al monumentale PKiN, il palazzo della Cultura e della Scienza, che con i suoi 231 mt di altezza e' ancora oggi il piu' alto edificio di tutta la Polonia; fu costruito da operai sovietici tra il 1952 ed il 1955 e donato dalla Russia alla Polonia; con un ascensore saliamo alla terrazza al 30mo piano e possiamo, pur nella pioggia che continua ininterrotta a cadere, ammirare uno splendido panorama a 360 gradi della citta': colpisce la grandezza del territorio occupato da Varsavia e la quantita' di verde all'interno della capitale polacca.
Piu' tardi nel pomeriggio andiamo a casa di Czarek, non lontano dall'ostello, al decimo piano di un enorme palazzone stile sovietico,ci facciamo un buon caffe' e chiaccheriamo un po' prima di dirigerci in un altro ristorantino nel mezzo di un parco cittadino per una cena a base di salsiccia e verdure condita con un'ottima birra scura in bottiglia: buonissima!!
Sono proprio contento: ho conosciuto una cara persona, ho visitato una gran bella citta', ho assaporato la tradizionale cucina polacca spendendo cifre irrisorie (per come siamo abituati in Italia). Mi sono anche dimenticato del cibo di strada preso da un chiosco vicino alla piazza della Cattedrale di San Giovanni; una sorta di panino caldo con dentro funghi e pasta di funghi bollenti: costo meno di un euro!!! 

sabato 10 agosto 2013

BIALOWIEZA

diario di viaggio del 9.08.2013
BIALOWIEZA

L'ostello Podlasie e' affiliato alla Hostelling International e questo e' gia' di per se' una attestazione di qualita"; e' situato in una zona appena a ridosso del centro (in cui si arriva in pochi minuti) ed e' gestito con attenzione e cortesia: tutte cose che fanno vivere con tranquillita' questi due giorni da passare qui a Bialystok.
La cittadina e' quasi un'ottantina di km da Bialowieza, ed il tragitto per arrivare attraversa una bella campagna coltivata; la strada passa per villagetti polacchi dalle case di legno lavorato e intarsiato, con grandi nidi di cicogna sui pali della luce e graziose chiesette con le cupole di un bel blu intenso; le vecchiette coi grembialoni scuri a fiori colorati e l'immancabile fazzolettone bianco in testa, sedute sulle panchette ai lati della strada, completano un'immagine bucolica che sarebbe da cartolina.
Gia' una quarantina di km prima di Bialowieza comincia la foresta ma e' solo dopo il cimitero di  Hajnowka che ka strada corre sempre all'interno della foresta; il piccolo paesino di Bialowieza (non ho la voglia di entrare ma c;e; anche una improbabile "pizzeria siciliana") e' attraversato dalle strada che porta in Bielorussia, ed e' formato quasi interamente da case di legno, quasi tutte restaurate e rimodernate.
Circa a meta' del paese c'e' l'ingresso al parco nazionale di Bialowieza e da qui, superato un laghetto di rara bellezza immerso nel verde, si raggiungono le strutture del museo, della direzione generale del Parco. dell'alloggiamento per ospiti esterni; la bella residenza (sempre in legno) dell'ex governatore della regione e' il punto di inzio per la visita ai grandi alberi della foresta, ma per quanto riguarda la visita dei bisonti essa risulta difficile se non impossibile in quanto la grande quantita' di essi si triva all'interno della riserva integrale protetta, area non visitabile dai turisti se non con guide abilitate.
Trovo invece le querce, i larici, i pini che hanno resa famosa questa foresta, alcuni esemplari hanno addirittura piu' di 500 anni e sono stati testimoni della venuta di vari Zar ( i Romanov sono stati gli ultimi proprietari privati della tenuta e l'avevano trasformata in una famosa localita' di caccia) e di tante personalita' di primo spicco; sulla via del ritorno mi fermo anche in una sorta di zoo dove posso vedere fotografare linci, cinghiali, cervi, alci e. finalmente, bisonti europei con il permesso delle autorita'
Al ritorno mi fermo a fotografare il cimitero, faccio un giro per il centro storico di Bialystok, ascolto un concerto d'organo nella cattedrale intitolato a Giovanni Paolo II. cammino silenzioso per i bei giardini del Palazzo Branicky, leggo la storia delle deportazioni durante la seconda guerra mondiale sui manifesti attaccati alle pareti del municipio della cittadina di 250 mila abitanti, capoluogo della Podlachia.
La scelta di fermarmi a Bialystok si e' rivelata ottima per la spesa(alloggio con soli 7,5 euro, per la confusione (incredibilmente sono molto piu; tranquillo qui che a Bialowieza) e per la logistica, in quanto gia' sulla strada per Varsavia; quando domattina ripartiro' saranno solo poco piu' di 200 i km da percorrere prima di arrivare alle porte della capitale polacca.
Stanotte il cielo minaccia pioggia" speriamo bene..

giovedì 8 agosto 2013

ORDINARIA AMMINISTRAZIONE

diario di viaggio del 8.08.2013
ORDINARIA AMMINISTRAZIONE

Reiner, il 25enne olandese che da due giorni divide la camera dell'ostello con me, parte presto con il pullman; io faccio le cose con molta calma perche' la ricca colazione del City Hostel inizia ad essere servita solo alle 8; preparo tutta la moto e finisco con internet; mi faccio una bella doccia (anche oggi la giornata si preannuncia calda), e solamente verso le 9.30 mi dirigo pigramente in centro della citta' vecchia; Quadrotta e' veramente rimessa a nuovo ed e' un piacere guidarla; scatto qualche foto in piazza del Municipio (con la sua bella torre alta 53 mt), me ne faccio fare qualcuna da passanti frettolosi e quindi mi dirigo a sud verso la frontiera con la Polonia.
La campagna di questa zona meridionale della Lituania e' tutta coltivata e le gialle messi sono ormai quasi tutte raccolte; nei campi fervono i lavori per raccogliere le stoppie e farne grandi rotoballe o per preparare i terreni per le nuove semine; dove passano gli erpici c'e' una lunga scia di cicogne bianche che rovistano tra le zolle e le erbacce per trovare vermi o altri piccoli insetti.
Passo in velocita' anche in questo caso quelli che erano gli edifici della dogana tra Lituania e Polonia (ormai abbandonati e male in arnese) e poco dopo mi imbatto in una lunghissima colonna (alla fine saranno piu' di 10 km per parte) originata non si capisce da cosa: il mistero viene risolto quando dopo una curva mi appare una scena da apocalisse con un trattore completamente sventrato, diviso in due pezzi carbonizzati ed una grossa Mercedes nera, anch'essa annerita dal fuoco, che si devono essere scontrati da un bel pezzetto ad un incrocio "campagnolo"; sul posto due autopompe dei vigili del fuoco, tre macchine della polizia e larga combriccola di sfaccendati.
Mi fermo ad un distributore e cosi' mi rendo conto che la Polonia e' una buona meta per il nostro portafoglio; la benzina costa intorno ad un euro al litro invece dei 1,3 - 1.4 dell'Estonia e della Lituania; altre conferme le avro' in ostello (7,5 euro a notte) e al supermercato dove con poco meno di 2 euro prendo 1 litro di latte, 1,5 litri d,acqua, un litro di succo di frutta, mezzo kilo di pasta e un barattolo di sugo.
Il cambio dello szloti con l'euro e' a 4,13 (anche la Polonia non ha ancora adottato la moneta comune).
Sono ad una sessantina di kilometri dalla foresta di Bialowieza, l'ultimo lembo incontaminato rimasto della foresta che un tempo copriva tutta l'Europa, proclamata nel 1991 Patrimonio Mondiale dell'Umanita' dall'Unesco; qui vivono allo stato brado gli ultimi esmplari di bisonti europei ed oltre 170 specie di uccelli; qui ci sono le piante (delle querce) piu' grandi e piu' vecchie del nostro continente; domani andro' a veder tutto questo e Vi raccontero'.
Adesso Vi lascio: vado a prepararmi una bella pasta al sugo; sono quasi 15 giorni di astinenza e sono in crisi . hi hi hi hi ... 

UAB MOTORIDER

diario di viaggio del 7.08.2013
UAB MOTORIDER

Nella notte sono arrivati tre ragazzi e la sorpresa e' grande quando al mattino scopro che sono italiani, siciliani per la precisione; e ancora piu' grande lo stupore (si fa per dire...) quando alla mia domanda se siano qui in vacanza o per lavoro mi rispondono: per "cuccare". Non faccio commenti...
Sono entrato in Kaunas ieri pomeriggio che mi vergognavo come un cane per il gran rumore che la moto produceva ad ogni accelerazione; la gente si voltava e non capivo se per la curiosita' di vedere uno strano mezzo, per il gran rumore che produceva o se per tutti e due; forse qualcuno avra' anche pensato che quello fosse il rumore autentico dello scarico ma per me era un'autentica sofferenza.
La prima cosa di stamattina, appena sbrigate le faccende informatiche. e' sistemare dunque la marmitta; guardo su internet alla ricerca di un workshop di moto e individuo il UAB Motorider in Raudondvario Pl. 127, appena un due kilometri da dove sono alloggiato; lo trovo con una certa difficolta', imbucato dietro a dei vecchi capannoni, e sono accolto con un sorriso da Valdas; conosco poi il gestore Henrikas ed il bravo meccanico Mindaugas; sono una officina moto con rivendita di moto (anche Vespa Piaggio e Royal Enfield; ne hanno usata li' fuori e non mi faccio scappare l'occasione per farci un giretto attorno al quartiere) e quad e incredibilmente hanno la guarnizione resistente alle alte temperature che serve a me; mi sistemano anche altre piccole "monade:' e quando alla fine chiedo il conto mi rispondono che per loro e' stato un piacere aiutare uno che sta' facendo il giro del mondo (e che sarebbe anche il loro sogno farlo un giorno...) e che tutto il lavoro ed i pezzi (mi danno anche una guarnizione di ricambioi in caso dovesse servire in futuro) sono gratis: cosa volete che Vi dica, GRAZIE ragazzi, questa non me l'aspettavo.
Saluto e ritorno in citta' alla ricerca di un autolavaggio e devo girare non poco per trovarne uno che accetti anche moto (ormai tutti utilizzano quelli automatici a spazzole rotanti e nessuno ha ancora le pistole o i getti).
Con Quadrotta che sembra appena uscita dalla fabbrica ritorno in ostello, risistemo tutto il carico che avevo levato per il lavaggio e mi concedo due orette di riposo; esco in serata per una rapida cena in un locale fast food e poi mi dirigo a piedi verso la Citta' Vecchia per dedicarmi al mio "sport" preferito in questi casi: il safari fotografico per le vie del centro storico e l'osservazione, seduto su una panchina della piazza del Municipio, del passaggio della tanta gente, turisti e abitanti del posto, che in serata arrivano fin qui a godersi la tranquillita' di un'area pedonale nella quiete di queste bellissime serate baltiche: gruppi di ragazze, gruppi di maschietti, vecchie signore con abiti vaporosi, famiglie con bambini piccoli, culturisti tatuati, tante bicilette MTB qualcuna anche con le borse a testimoniare una lontana partenza, parecchi cani al guinzaglio....
Anna mi dice che il caldo, anzi l'afa, e' davvero insopportabile in Italia in questi giorni; qui ci sono sempre belle giornate piene di sole ma l'aria e' affatto pesante, si sta bene, ed in serata in particolare si puo' restare fuori fino a tardi senza problemi ma anche senza "boccheggiare".
Domani si riparte, si entra in Polonia; la meta' e' la foresta di Bialowieza, con alberi considerati tra i piu' vecchi d'Europa; mi e' stata consigliata da mia cognta Rosanna e sono proprio curioso di vedere.
Un caro saluto a tutti: ciao ciao. 

REPUBBLICHE BALTICHE

diario di viaggio del 6.08.2013
REPUBBLICHE BALTICHE

Come detto ieri l'ostello e' proprio brutto, scomodo (al quinto piano), sporco, male organizzato; la decisione di partire e' dunque presa anche se la citta' di Riga mi e' piaciuta moltissimo (nonostante con i suoi 700.000 abitanti sia la piu' grande citta' delle Repubbliche Baltiche manitiene una certa aria provinciale che a me piace); rimane pero' il problema della marmitta tipo Harley/Landini e quindi in mattinata, con calma, cerco una officina per ripararla; esco alla periferia e non trovandone cosi' a prima vista mi decido a chiedere aiuto ad un passante; mi invia dall'altra parte della citta' in una officina per auto; proviamo a sistemare la cosa con del nastro alluminato e con un lavoro da 5 euro e 20 minuti di tempo ritorno all'ostello, carico la mia roba e parto in direzione sud.
La riparazione dura 20 minuti poi l'alta temperatura brucia completamento lo scotch, fa un sacco di fumo e di odore, e ricomincia il fracasso infernale; vabbe', tiro avanti e passo le belle pianure del sud della Lettonia, interrotte di quando in quando da rade fattorie (moderni i trattori ed i mezzi agricoli utilizzati) e qualche simpatico e lindo paesino.
In prossimita' della frontiera ancora una officina; decido di provare ancora e stavolta con il baffuto e panciuto meccanico proviamo a mettere una fascetta metallica adattata; tiene un po' di piu' ma il rumore continua ad essere notevole...
Passo le ormai inutilizzare e abbandonate costruzioni della frontiera (che non esiste piu' essendo le tre Repubbliche entrate nella Comunita' Europea) ed entro in Lituania; la qualita' delle strade non e' esaltante, i numerosi camion scavano solchi ed avvallamenti che spesso fanno sbandare gli altri mezzi piu' piccoli, ma il traffico e' scorrevole e non molto numeroso ed in breve tempo arrivo a Kaunas, citta' di 400 abitanti e maggior centro economico e industriale del paese (per gli ex baskettari come me e' anche la sede dello Zalgiris, per decenni una delle piu' forti squadre europee, dove hanno giocato grandi campioni poi passati in NBA come Sabonis e Marcioulonis); Come altre citta'di queste regioni fu un grande centro della Lega Anseatica, a cui deve lo sviluppo iniziale dalla fondazione nel 14mo secolo, e molte delle architetture della Citta' Vecchia risentono dello stile Dutch imperante in quel periodo.
Una sola richiesta informazioni ad un passante e trovo il bellissimo City Hostel, sicuramente uno dei migliori di questo viaggio: brutta la sistemazione esterna ma all'interno un gioiellino pulittisimo, funzionale, arredato con cura e simpatia, con un personale (Evgheniy e Virginia) attento, cortese, simpatico (parlano un perfetto inglese, sicuramente molto migliore del mio). Ed il prezzo di 10 euro con una colazione sontuosa rende ancora piu' piacevole il soggiorno: rapporto qualita' prezzo altissimo!!!
Mi sistemo nel dormitorio da 8 occupato momentaneamente solo da una simpatica ragazza vietnamita che vive in Finlandia e poi esco per una prima ricognizione; la pedonale Laisves al., viale completamento immerso nel verde, taglia questa parte della citta' nuova e immette nella Citta' Vecchia ed e' meta continua di passanti tranquilli: vi si affacciano molti bei negozi e naturalmente anche qui numerose le griffe italiane, con United Colors of Benetton che ha ben tre negozi.
Stasera mi accontento di un giretto, rimandando a domani una migliore esplorazione; posso solo dire, e da ora in avanti termino questo capitolo, che anche qui, come a Riga, la bellezza delle ragazze e' notevole!!
Come detto sopra decido di fermarmi ancora un giorno in Kaunas; mi piacciono queste citta' baltiche; si respira un'aria internazionale e provinciale nello stesso tempo, non c'e' l'ampollosita' di Mosca o San Pietroburgo e questa aria quasi di campagna, mischiata alle molte genti che qui arrivano da tutto il mondo, a questi tanti idiomi che si sentono per le vie cittadine, danno una atmosfera simpatica, rilassata, ecco forse il termine esatto e' ...vivibile!!

mercoledì 7 agosto 2013

EVIVA EA ... RIGA

diario di viaggio del 5.08.2013
EVIVA EA ... RIGA

Sono circa 570 km da Prospect Ligovskiy a Merkela Iela, 1 a Riga; una tappa media, non troppo lunga ne corta, e la strada si rivela piacevole, soleggiata (vorrei dire calda), tra verdi colline sia in territorio russo che in Estonia e poi Lettonia.
Devo superare la frontiera Russo-estone (l'ultima, suppongo, in questo lungo viaggio che per certi versi, e soprattutto in certi paesi, e' stato in gran parte caratterizzato anche dalle problematiche riscontarte nelle varie frontiere) e anche se in consolato a Mosca ho avuto ampie assicurazioni sulla validita' dei miei documenti, devo dire che qualche timore lo nutro ancora (con i russi, e con le autorita' doganali in particolare, non si puo' mai sapere); va invece tutto benissimo, con tranquillita' e simpatia, e l'unico imprevisto me lo regalano una coppia di estoni in auto davanti a me: all'ultimo controllo doganale, escono entrambi per consegnare il passaporto, lasciando un vivace bull-terrier in auto; il cane tanto fa e tanto corre che abbassa il pulsante di chiusura automatica dell'Audi; i due proprietari restano cosi' chiusi fuori, proprio in mezzo al passaggio di uscita dalla dogana, bloccando le numerose auto (ed il sottoscritto) i cui proprietari non sanno se arrabbiarsi per il tempo perso o sorridere per la comicita' della situazione.
Poco prima di arrivare a Riga ancora un problemino di Quadrotta: gran rumore dalla marmitta perche' si e' ormai distrutto, dopo le migliaia di km percorsi, la guarnizione tra collettore e scarico: poco male, arrivato alla capitale lettone trovero' un'officina e la faro' sistemare (il problema e' che fa un rumore incredibile, a meta' tra 10 Harley ed un Landini, e un po' mi vergogno a girare per le strade cittadine facendo tutto sto baccano).
Il Big Bed Hostel si trova al 5 piano di Merkela Iela, 1, proprio sopra al Mac Donald (dove non entrero'), non ha wi fi, e' sporco e male organizzato, con lavori ancora in corso ed un costo di 20 euro che e' un salasso in questi posti; ma sono stanco e non ho voglia di girare nuovamente in cerca di uno migliore: per  oggi va bene questo  e domani vedremo.
Mi lavo in una doccia che ... beh, lasciamo perdere, ed esco una prima volta in questa parte della citta' animatissima di gente, un via vai continuo trafficatissimo di auto e di gente a piedi (dei quasi 2,1 milioni di abitanti della Lettonia, 700 mila vivono nella capitale) ma soprattutto tante, tantissime, tantissimissime belle ragazze: alte, con lunghi capelli biondi, gli occhi azzurri o verdi, con mise di minigonne, mini abiti, mini camicette, mini .. tutto, che mettono in risalto i bei corpi spesso abbronzati: i miei amici Aldo, Alessandro e Mino impazzirebbero.... ed anch'io ne sono turbato (e me fermo qua!!!).
Dopo un giro al supermercato della stazione centrale ritorno all'ostello, sistemo alcune cose e, presa la macchina fotografica, mi avvio a piedi verso la Old Town, attraverso il ponte sulla Daugawa ed entro in quello che nel 2014 sara' il centro storico della Capitale Europea della Cultura; Riga e' stato grande centro della Lega Anseatica e, proprio per la sua ricchezza culturale, e' gemellata con Firenze.
Devo dire che, anche se piccolo come estensione, il centro storico e' veramente molto bello; si gira con facilita' e ad ogni angolo un nuovo e diverso scorcio si apre: qui una chiesa gotica, la' una romana, ancora piu' in la' un palazzo in stile Dutch; bello, bello, e vario. Tante chiese e tante piazze, in ognuna delle quali artisti "di strada" si esibiscono tra la curiosita' dei tanti turisti; in una via laterale rispetto alla Cattedrale noto un ristorante con una enorme scritta a caratteri cubitali che, in perfetto italiano, ricorda che i suoi vini provengono dalla Tenuta Carrisi, in Puglia: eh si. il ristorante e' di proprieta' del noto-vecchio cantante italiano Al Bano.
Ma d'altra parte l'evento musicale dell'anno qui e' il concerto di Toto Cotugno!!!
Le ombre della sera si allungano e mi fermo in un ristorantino per un bel piatto di riso saltato e uno spezzatino con patate bollite; non una gran cena ma ... buono per me.
Decido, dopo la visita al centro storico, di ripartire subito il giorno successivo per Kaunas (il mio originario itinerario prevedeva di restare due giorni a Riga e quello successivo di arrivare a Vilnius; cambio, senza problemi: domattina presto a sistemare la marmitta e poi via verso sud.
Sono ormai in Europa (anche se entrambe le nazioni, Lettonia e Lituania, non hanno ancora adottato la moneta comune, l'euro e devo ancora cambiare denaro o prelevare dai bancomat valuta locale), non ho piu' frontiere, sono in zone relativamente "facili" e d'ora in avanti la strada sara' tutta in discesa.
Ah, anche l'ora e' cambiata: sono solo ad un fuso orario di distanza dall'Italia: il lento avvicinamento sta' ormai giungendo a conclusione. 

NEVSKIY PROSPECT E ALTRO

Diario di viaggio del 4.98,2013
NEVSKIY PROSPECT E ALTRo

L'ostello e' proprio bello, situato al secondo piano di un grande capannone; completamente ristrutturato, con grandi travi in legno che vanno a sostenere il soffitto e' strutturato tipo open space su cui si affaccianole varie stanze, tutte molto spaziose e con soffitti altissimi, alcune a due letti e altre 3-4 stanze con 12-14 posti letto (ma, come detto, lo spazio non manca e non ci sente "costretti" di sicuro) che fungono da dormitori.
Non mancano pero' neanche le zanzare (non me l'aspettavo qui al nord di San Pietroburgo) e lo sferragliare dei treni della dirimpettaia stazione.
Mi alzo come al mio solito presto (per non perdere l'abitudine) e mi faccio con calma la mia colazione con latte e biscotti; mi metto al computer e li' se ne vanno 3-4 orette tra leggere mail, scrivere blog, parlare in skype con Anna (diventata ormai anche Lei "albicola"), controllare itinerario, cercare ostelli per i giorni successivi, etc etc.
Esco in moto verso le undici e mi accoglie una bella giornata di sole; ho circa due km per arrivare a Nevskiy Prospect, la via principale del centro storico ed enorme arteria sempre piena di traffico, veicolare e pedonale; e' domenica e quindi il traffico e' ancora maggiore, cosi' pure come le migliaia di turisti che da Nevskiy poi si diramano in ogni direzione per vedere i vari monumenti o particolari luoghi che la citta' regala.
Parcheggio, come sempre tra la curiosita' della gente vicina, proprio sotto l'arco di ingresso alla grande piazza con obelisco sul cui lato opposto si affacciano le verdi/bianche pareti di uno dei musei piu' famosi del mondo, il Museo Statale Ermitage in lungoneva Dvorcovaja, museo che rivaleggia con Louvre, Uffizi, Prado per quantita' e ricchezza delle opere in esso contenute: dal rinascimento e barocco italiano ai pittori belgi e olandesi, dagli impressionisti francesi agli "otto-novecenteschi"  Picasso, Magritte, Van Gogh e Gauguin.
Entro solamente nel grande cortile interno, ombreggiato di alti platani, ma non metto piedi nell'enorme area dei 5 palazzi principali che ormai costituiscono  il complesso iniziato dal Rastrelli col Palazzo d'Inverno (voluto dalla zarina Elisabetta)e terminato quasi un secolo dopo dal Quarenghi: ci vorrebbero ben piu' di due giorni!!!
Mi aggiro per le Nabereznaya (le passeggiate lungo i canali e la grande Neva) che hanno fatto dare a Sanct Peterburg l'appellativo di Venezia del nord ma, a parte le imbarcazioini cariche di turisti simili ai vaporetti, poche altre sono le somiglianze con la nostra inimitabile citta' veneta: l'epoca di costruzione e' completamente diversa, la grandiosita' dei canali e dei palazzi russi sono affatto diversi dai nostri piccoli rii e palazzi signorili, l'atmosfera e' completamente differente...
Passo davanti a diversi monumenti di epoca sovietica, grandiosi, ampollosi, ricordanti il lavoro operaio, il sacrificio in battaglia, i grandi geni, e arrivo, quasi senza accorgermene alla bellissima basilica del Sangue Versato; qui e' possibile arrivare anche con la moto e decido di andarla a prendere per scattare alcune foto di Quadrotta nella citta' che fu capitale fino al 1917; incontro anche una coppia di giovani romani col figlioletto di 1 anno e mi sorprendo a pensare che sono bravi a viaggiare con Lui appresso (ho sempre pensato sia possibile e mi sono sempre piaciute le coppie che lo fanno); veramente bella la basilica e la Quadro 359 D ci fa proprio una bella figura in bella mostra li' davanti; entro anche nel piccolo bazar di fronte alla piazza e anche se non compro nulla mi fa piacere vedere i colbacchi, le matrioshke, le magliette, i piccoli oggetti di artigianato in bella mostra sulle bancarelle una accostata all'altra, invase di turisti struscianti.
Mi sposto in moto dall'altra parte della citta' ma non riesco ad incontrami con Marco e Katia e decido di finire, ormai nelle ombre lunghe della serata, il mio giro per le strade cittadine, larghe, spaziose, piene di palazzi ottocenteschi e ... di gente.
Il Mac Donald di Ligonskiy Prospect e' a non piu' di 400 mt dall'ostello e la mia cena stasera sara' un bel Big Mac con normal chips and large Coca.
Domani si riparte: obiettivo Riga e le Repubbliche baltiche.

domenica 4 agosto 2013

SARO' BREVE

diario di viaggio del 3.08.2013
SARO' BREVE

Mi sono accorto che mi sto' dilungando troppo in questi ultimi post e quindi oggi cerchero' di essere stringato.
Alle 6.30 lascio l'Hostel A la Russe e mi dirigo ancora verso la Piazza Rossa; molto difficile trovare la strada per arrivarci con la moto ma alla fine ci riesco; non e' ovviamente possibile entrarci con la moto ma mi avvicino il piu' possibile e colgo qualche foto con Quadrotta; prendo poi la Go Pro e mi porto al centro del grande spazio per una panoramica a 360 gradi che prenda i magazzini Gum, il Museo, il Cremlino, la basilica di San Basilio; mi sposto con la moto dietro a quest'ultima e mi faccio "immortalare' con lo sfondo delle splendide cupole policrome: adesso sono contento e posso finalmente ripartire.
Muoversi per una citta' di 15 milioni di abitanti (la piu' grande d'Europa) alle 7 del mattino e' diverso che farlo alle 5 del pomeriggio e riesco ad uscire abbastanza facilmente; ho davanti a me oltre 700 km di una delle strade piu' trafficate di Russia e qualche preoccupazione la nutro.
Tutto tranquillo invece, solo un veloce acquazzone che mi costringe a mettere l'antipioggia ( e nel metterlo mi cade per terra la moto: mi fermo e mi dimentico di mettere il blocco scendendo... e ora se so' insemenio xe colpa mia!!!) e per il resto normale trasferimento, con Quadrotta che va veramente bene, per adesso...
Anche a San Pietroburgo la ricerca dell'ostello e' abbastanza veloce e gia' nel tardo pomeriggio sono al n. 50 di Livonskiy Prospect: in strada solo un gran portone ad arco e dentro 12 capannoni completamente ristrutturati dove sono ospitate numerose attivita', dal fornaio all'officina per moto, dal ristorante all'hostel, dalla rivendita di biciclette alla parrucchiera... e chi piu' ne ha piu' ne metta.
Domani visita della citta', vedremo se con moto o a piedi... e devo anche andare a trovare Marco, ragazzo piemontese che dal 2004 gestisce un B & B in citta' insieme a Katia, san pietroburghina d.o.c..
La vecchia capitale mi aspetta.....

LA CAPITALE

diario di viaggio del 2.08.2013
LA CAPITALE

Prima di tutto una precisazione: l'altro giorno ho scritto che i russi sono 350 milioni ma ho sbagliato a scrivere e correggo subito: sono circa 150 milioni.
Detto questo torniamo al nostro diario.
Da quando sono ritornato in Italia per ottenere il secondo visto il problema che mi poneva tale scelta era che il documento di importazione temporaneo della moto in Federazione Russa fosse legato al primo visto e quindi scadesse con esso; stamattina mi sono recato al Consolato Generale d'Italia per risolvere questo problema e ... il problema non esiste perche' in realta' la scadenza e' di tre mesi dalla data di emissione e quindi, per la mia Quadro, il 19 settembre: wow, che bello, sono in regola per tutto!!!
Con la tranquillita' nel cuore ritorno dal consolato italiano lungo la Moscova e a piedi giro per la citta'; entro ai giardini Balchug, quasi deserti in questa mattinata di sole e cielo azzurro, attraverso il ponte Kammenskiy Most e mi soffermo a guardare il panorama della citta' che si ammira da qui e le fontane d'acqua che ritmicamente si attivano sulle acque del fiume; ritorno alla Piazza Rossa ed entro ai magazzini Gum, famosissimi fin dagli anni '50, dove (e lo so' di ripetermi ma ... la verita' e' questa) i marchi italiani la fanno da padroni; sempre dentro ai magazzini vado a mangiare ad uno dei ristoranti (il n. 57) della catena Stolovaya (c'ero gia' stato a Vladivostok, ricordate?), una specie di tavola calda con cibi tipici russi, dove con poco piu' di 4 euro si puo' fare un ottimo pranzo di tre-quattro portate.
Ai magazzini non c'e' solo la modo: sport, tecnologia, libro-cartolerie, souvenir, di tutto un po' ...ed il tempo vola. Esco in piazza e mi trovo nel bel mezzo di un raduno di soldati dell'esercito russo, un po' come il nostro raduno nazionale degli alpini: migliaia e migliaia di uomini (e anche qualche donna) con la divisa verde e sotto l'immancabile maglietta o canottiera a righine orizzontali bianche e azzurre: c'e' la parata, con tanto di passo dell'oca ed i discorsi dei generali; incredibili le decine di onorificenze appuntate sul petto di veterani dell'Afghanistan, della Cecnia e di altre "guerre" russe: beh, molto particolare come sensazione!!
Oltre a loro la piazza e', come San Marco a Venezia; piena di gente e comitive che arrivano dalle piu' disparate parti della terra e, come quando ero giovane proprio a piazza San Marco, anche qui mi sorprendo a cercare di indovinare, da come sono vestiti e da come si muovono, la provenienza delle varie persone: Cile, Malesia, Germania, Italia, Peru', Spagna, persino qualche africano...
Scatto numerossisime foto (sperando poi di farle vedere ai miei amici al ritorno) e mi perdo ad osservare l'andirivieni continuo di giovani, vecchi, famiglie, gruppi con accompagnatore; il mio amico Manolo della CGIL  mi ha dato una bandiera rossa del sindacato scuola e mi pongo davanti al mausoleo, chiedendo ad un simpatico colombiano di scattarmi una foto; facciamo appena in tempo a fare la prima che una delle guardie di stanza all'ingresso si avvicina e ci spiega che non si possono fare foto con la bandiera rossa: incredibile, in Russia non si possono fare foto con bandiere rosse davanti ai monumenti... el mondo se ga' proprio roversa'. caro Zaja!!!
Esco dalla piazza e mi fermo a fare delle foto alla grande fontana nei giardini del Cremlino e mi accorgo che da sotto la piazza escono molte persone; scopro cosi' che, in prossimita' dell'entrata della Metropolitana per le fermate di Biblioteca Lenina, Borovtskaya e Aleksandrovskiy Sad, c'e' un enorme centro commerciale sotterraneo dove si puo' trovare veramente di tutto (ed in questo momento anche in sconto del 50 %); approfitto solo del supermercato e rientro in ostello che ormai e' notte, cercando un percorso alternativo e passando per la zona del Conservatorio e delle vie e piazzette circostanti; in piazza ho incontrato anche parecchi italiani, sia gruppi di avventure nel mondo sia turisti privati, e mi ha fatto piacere scambiare qualche parola nella mia lingua.
Domattina presto partenza per San Pietroburgo (o Leningrado per i nostalgici) e anche una piccola divagazione....

venerdì 2 agosto 2013

UN'ALTRA DIMENSIONE

diario di viaggio del 1.08.2013
UN'ALTRA DIMENSIONE

Non piove ma il cielo e' molto nuvoloso, grigio: non promette niente di buono.
Uscendo da Kazan attraverso un lungo ponte e mi trovo a passare in mezzo a tutti gli impianti utilizzati per la Universiade; sono modernissimi, dislocati tutti nel raggio di un kilometro e, anche se non li ho visitati di persona, si sono dimostrati funzionali ed all'altezza dell'edizione piu' importante delle Universiadi; l'Italia poi ci ha anche fatto una bella figura con 6 ori e 17 argenti conquistati; un po' piu' in la' passo anche davanti alla serie di palazzoni sovietici completamente ristrutturati che sono stati utilizzati come villaggio per gli atleti.
Uscendo da Kazan poi ci si rende conto che si sta entrando in un.altra dimensione; la Siberia e' finita, i grandi spazi vuoti, i radi villaggi di legno, il [poco, pochissimo traffico, da adesso saranno solo un ricordo; cominciano i grandi centri industriali, le strade, ancorche' messe decentemente (e anche se ci sono lavori in corso anche qui non ti mandano in mezzo al niente con strade sterrate scassatissime: si lavora su mezza carreggiata e l'altra ospita il traffico. Poi si invertira' ..) sono intasate di auto e, come gia' detto in altro post, di migliaia di camion, dappertutto si vedono nuove costruzioni e l'idea, assolutamente personale, ci mancherebbe, e' che questi 350 milioni di russi stanno facendo passi da giganti in campo economico; tenendo conto che hanno immense risorse naturali, ancora solo parzialmente sfruttate, penso che fra qualche anno saranno ancor di piu' una delle grandi potenze mondiali.
Il mio amico Carlo, che non puo' certamente essere tacciato di partigianeria verso la Russia, mi ha fatto riflettere sul fatto che questa nazione e' stata per anni un grande centro di cultura, di arte, di scienza, di scoperte e che questa nuova aria che si respira non puo' che far rifiorire queste eccellenze.
I kilometri da percorrere sono molti, ben piu' degli 800 preventivati, ma il mio tre ruote ha terminato il rodaggio dopo il cambio del pistone e ha ricominciato a volare veloce; mi fermo per i rifornimenti, per mangiare qualcosina e poco altro e, pur essendo partito da Kazan che erano quasi le 7 e mezzo, gia' verso le 19 sono alla periferia della capitale moscovita; ancora qualche ingorgo in prossimita' di lavori sulle strade ma riesco a cavarmela quasi senza mettere piede a terra (per le auto altro discorso: penso che un automobilista che avesse voluto entrare oggi in citta' diventava idrofobo!!!).
Il centro storico, quello dentro alle due circonvallazioni, e' bellissimo; dappertutto palazzi ottocenteschi e cupole dorate; tanto, tantissimo verde, con parchi e giardini dai mille colori; avendo guardato google maps prima della partenza riesco abbastanza facilmente a orientarmi ed arrivare all' Hostel "A la Russe" in Pereulok Voznesenskiy, 5, un bell'edificio d'epoca dove trovo un letto in camerata da 8; c'e' pero' anche il posteggio per la moto nel cortile interno e, soprattutto, sono a 500 mt dalla Piazza Rossa (dalla finestra si vedono le cupole multicolori della chiesa di San Basilio).
Mi sistemo, mi lavo, vado a fare la spesa  e poi esco nella tiepida sera di Mosca; per cena mi fermo in un locale tipico di qui; e' un fast food molto particolare, si chiama "Crosca Cartosca" e la sua specialita' e' una grossa patata al cartoccio dentro alla quale viene messo quello che si vuole: carne, verdura, salse,,,Non ci crederete ma mi e' piaciuta pure questa.
Mi avvio poi a piedi verso la piazza piu' famosa di Russia e ... resto senza parole;la Piazza Rossa  (in russo: Красная площадь, Krasnaja ploščad') nel buio ormai calato, mi appare tutta illuminata e piena di colori.
Arrivando da ovest vedo per primo il museo, poi, parte per parte, i Magazzini Gum ed il Cremlino con il Mausoleo di Lenin (quello dove che el Zaja voe che me fassa ea foto coea mummia); infine a chiudere questa splendida cornice sullo sfondo la cattedrale di San Basilio con le sue cupole striate e  multicolori: un colpo d'occhio veramente spettacolare a cui  sono da aggiungere i giardini del Cremlino e i ponti sulla Moscova.
Passo parecchio tempo ad ammirare e scattare foto; poi ritorno a "casa" che sono quasi le una di notte e rimando a domani un nuovo passaggio per vederla di giorno; per intanto, come assaggio, non e' stato niente male, direi

URAL WEATHER

diario di viaggio del 31.07.2013
URAL WEATHER

L'uscita da Perm e' quantomai semplice e la temperature e' ottimale; sono le sette passate da poco e ho davanti a me circa 800 km di una strada che spero buona.
Passano non piu' di 30 minuti ed il cielo improvvisamente diventa carico di nubi basse e grige; immediatamente non piove ma l'aria diventa pesante e fresca; altra mezxz'oretta e comincia a cadere una pioggerellina fitta fitta e fina che non mi abbandonera' piu' fino a Kazan, la meta di giornata.
Sono previdente e, appena si fanno vedere le nuvole mi fermo ed indosso l'antipioggia: saggia e quanto mai ottima decisione: se non l'avessi fatto sarei arrivato completamente fradicio.
Siamo ancora in una zona di confine tra siberia e Urali, l'Europa e' ancora lontana ed i saliscendi sulle basse colline coperte di vegetazione sono quanto mai piacevoli; e' invece aumentato tanto tanto il traffico, soprattutto quello dei camion (che gia' erano parecchi) e il superare o farsi superare fa quasi parte di un gioco; le continue soste per mangiare, fare benzina, scattare qualche foto, qualche lavoro stradale, sistemare il bagaglio poi fanno incontrare piu' e piu' volte gli stessi mezzi e si diventa ...quasi amici e ci si saluta cordialmente.
Il viaggio e' lungo, forse sono un po' intorpidito dopo tanto forzato riposo e ne risento parecchio; la pioggia poi, continua, martellante, senza sosta rende ancora piu' penoso l'andare e quando verso sera arrivo a Kazan sono veramente stanco; sotto la pioggia e con i radi passanti che non capiscono una parola di inglese ed io che capisco ancora meno il russo e' difficile riuscire ad orientarsi e cosi', vagabvondando in moto per le vie del centro trovo l'hotel Regina (non era la via ne l'ostello che avevo preventivato, ma tant'e'...) che per un prezzo accettabile e con tanta gentilezza da parte delle due ragazze alla reception mi offre una stanza per poter asciugare con calma le tante cose bagnate che ho con me.
Mi faccio una bella doccia calma e me ne esco per le vie cittadine.
Kazan e' il capoluogo del Tatarsta e, sebbene non siano la maggioranza come nella Buriazia, per le vie cittadine molte sono le persone dai caratteristici tratti asiatici e dai capelli scuri; Kazan poi e' appena stata (dal 6 al 13 luglio) sede delle 27me universiadi, con oltre 160 nazioni partecipanti, la piu' grande della storia.
La citta' e' bella, con parecchi monumenti porientaleggianti ed e' piacevole muoversi tra le vie del centro, finalmente senza pioggia.
Mi infilo in un fast food locale, ritiro denaro in un bancomat, compro poche cose in un market; e' gia' tardi e domani mi aspettano ancora piu' di 800 km per arrivare a Mosca e poi riposarmi nella capitale russa. Non vedo l'ora di arrivare alla piazza Rossa e scattare un bel po' di foto: una l'ho promessa al mio amico Manolo. una con la bandiera rossa della FLC (il sindacato scuola) ... e non posso dimenticarmela!!
Ah, poi quel cancaro del Giorgio Zaia ne vuole una davanti al Mausoleo con la mummia di Lenin: cossa che i rompe sti amissi....