Motorbike Adventure Team

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Motorbike Adventure Team è formato da un gruppo di amici che hanno in comune una grandissima passione per i viaggi, la moto e per l'avventura. Assieme a voi, abbiamo realizzato qualcosa che va oltre l'esperienza personale, per quanto gratificante, di conoscere luoghi e popoli in regioni remote e spesso inaccessibili: far arrivare a quelle popolazioni un aiuto tangibile, non fatto solo di oggetti inutili.

giovedì 7 marzo 2013

NULLA DA DIRE



diario del giorno 5.3.2013
NULLA DA DIRE

Assolutamente niente di particolare da dire in questa giornata che trascorre nell'ozio piu' assoluto,  come la precedente segnata dalla pioggia mattutina e da scorci di sole nel pomeriggio.
Ritorno allora a parlare di questa zona del Brasile, lo stato di Parana', ma lo stesso potrebbe dirsi per Santa Caterina, Rio Grande do Sul, Mato Grosso e Mato Grosso do Sul; stati che hanno visto la massiccia emigrazione italiana, soprattutto del nord (e qui i veneti hanno fatto la parte del leone, purtroppo .... o per fortuna) e che, proprio per questo, sono diventati gli stati agricoli per eccellenza del Brasile; stati dove gli italiani hanno lavorato duro e, da buoni risparmiatori quali sono, hanno messo da parte abbastanza per permettere ai figli di salire la scala sociale e portarsi ora ai vertici economici e politici, ed essere riferimento per le altre emigrazioni che nel tempo si sono succedute. Qui l'italianita' si respira, e' nelle cose quotidiane del vivere (mangiare, parlare, lavorare, etc etc ) ma soprattutto e' visibile con le mille insegne che portano nomi italiani o entrando nei negozi o nelle attivita' quotidiane.
Qui io arrivo ad avere un problema alla moto e i ragazzi che se occupano si chiamano De Lorenzi e Tonelli, il signore che mi aiuta anche nelle traduzioni si chiama Marasca, la rivendita di pneumatici e' Scopel, il precedente sindaco della citta' e' Moises Pistore (un nome, una garanzia!!). E la cosa piu' incredibile e' che sono orgogliosi della loro discendenza e non perdono un istante a rimarcarla, quasi fosse un marchio di qualita'.
Qui il 60 % della popolazione vanta ascendenza italiana e qui la gente lavora duro; quando i primi italiani sono arrivati nel secondo dopoguerra dalle terre vicine di Rio Grande do Sul o Santa Caterina non esistevano le citta', gli insediamenti non superavano le 2-3000 unita' e il paesaggio era tutto segnato dal Mato, la boscaglia; gli italiani hanno tagliato, dissodato, piantato, mietuto costruendosi fama di grandi lavoratori (e grandi risparmiatori: ancora adesso italiano e' sinonimo di "taccagno", meglio forse dire "oculato nelle spese"...) e spesso costruito le famiglie (numerose) sposandosi tra di loro. Ora le cittadine, in continua crescita, hanno 70-100 mila abitanti e dalle casette piccole a un piano si e' passati ai grattacieli, ai grandi condomini, alle zone residenziali con splendide case con piscina e grande giardino.
Ho incontrato alcune di queste persone che hanno vissuto questo momento di passaggio e che sono orgogliosi di lasciare ai figli un Brasile migliore di quello che avevano trovato: ne parlero' domani nel prossimo diario; intanto, da "estraneo", dico che questa zona del Brasile (lo stato del Parana') e' bellissimo, con tanta acqua, tanto verde (ancora adesso alle ampie zone coltivate si alternano i boschi autoctoni, bellissimi da vedere e grande riserva verde), colline ondulate ed un cielo dai mille colori, intensi; e anche le cittadine, pur crescendo continuamente mantengono quella certa aria "campagnola" che a me tanto piace.
Da veneto non posso che gioire di questa italianita' cosi' palpabile: aver potuto incontrare i Marasca, i Pistore, i Correa-Contiero, aver sentito i loro racconti e l'orgoglio che traspare dalle loro parole per le posizioni sociali raggiunte mi riempie di gioia e mi sento orgoglioso anch'io di averli conosciuti e frequentati.
Domani penso di ritornare in Argentina da Enrico ma non ho ancora ricevuto risposta alla mail che gli ho spedito per avvisarlo: vedremo il da farsi domattina, sperando anche in condizioni climatiche migliori. Il cugino di Anna insiste perche' vada a trovarlo ancora e anch'io ne ho voglia, ovviamente (dopo tanti anni che non ci vediamo..) ma c'e' anche la moto da mettere a posto e devo sentire dove sono i pezzi in questo momento ( mi sono fatto spedire il codice di rintracciabilita' della DHL): domani ci saranno un sacco di decisioni da prendere....

2 commenti:

  1. Francesco Franzolin7 marzo 2013 12:15

    ogni tanto è bello leggere anche qualche lezione di storia!! speriamo che i pezzi arrivino presto!! in bocca al lupo per tutto e come al solito noi facciamo il tifo da qui!! Francesco

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    Risposte
    1. Ciao Francesco e ciao Cristina. Purtroppo i pezzi sono stati trattenuti a Curitiba (600 km da qui) e prima di lunedi non si fara' niente.Spero di ripartire e raccontarVi del nord del Cile che tanto amate.
      Grazie per l'assiduita' con cui mi seguite.Ciao ciao.

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