Motorbike Adventure Team

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Motorbike Adventure Team è formato da un gruppo di amici che hanno in comune una grandissima passione per i viaggi, la moto e per l'avventura. Assieme a voi, abbiamo realizzato qualcosa che va oltre l'esperienza personale, per quanto gratificante, di conoscere luoghi e popoli in regioni remote e spesso inaccessibili: far arrivare a quelle popolazioni un aiuto tangibile, non fatto solo di oggetti inutili.

lunedì 6 maggio 2013

ENTRARE IN USA


diario di viaggio del 4.5.2013
ENTRARE IN USA

Le strade in messico si dividono in Libre e Cuota; e' abbastanza ovvio indovinare che le prime non richiedono alcun pedaggio mentre nelle seconde c'e' una "quota" in pesos da pagare all'entrata, non all'uscita come da noi.
Gia' nel 2010 con Alessandro avevo avuto a che fare con le strade cuota che ti levano la sete con l'acqua salata e ieri mi ero anche reso conto che in realta' non si arriva neanche tanto prima; stamattina prendo la strada libre verso il confine e mi ritrovo poi a pagare lo stesso per il pedaggio di un ponte, prima, e poi perche' non esiste altra strada per Nogales e quindi, volenti o nolenti, si deve pagare per forza, porca vacca!!
Sono 260 km e prima delle 10 sono alla frontiera messicana, circa 25 km prima del confine vero e proprio e, espletate velocemente le formalita' di uscita, mi dirigo alla frontiera statunitense; la sorpresa e' che i 25 km sono "cuota" (l'ultimo balzello di questo esoso Messico) ed io, convinto che non ne avessi piu' bisogno, non ho piu' neanche un pesos (e ovviamente si puo' pagare SOLO in efectivo: morale devo tornare indietro, trovare un cajero, prelevare 32 pesos (la commissione e' di 25 pesos!!!!) e ritornare alla "caseta de cobro": tempo e denaro (poco, per la verita') buttati per niente...
Arrivo al border USA e mi metto in fila per il controllo; sette-otto lunghe file di auto e moto (le moto per fortuna possono passare avanti e i camion, centinaia e centinaia, seguono un altro canale, con attese anche di giorni) che ordinate ed in silenzio aspettano di arrivare al casello; qui un agente in assetto da guerra con giubbotto antiproiettile, manette, manganello, colt al cinturone, con molta gentilezza ma anche fermezza Ti sottopone ad un fuoco di fila di domande su provenienza, pendenze penali, importazione di sostanze proibite, uso di droghe ed altre amenita' del genere; poi sono "accompagnato" all'immigrazione dove mi viene rilasciato un permesso valido tre mesi e dove sono schedato con impronte digitali e foto segnaletica: costo 6 $ che non ho  e che mi vengono regalati da una simpatica signora messicana in cambio di una foto con la moto prototipo che sta' facendo il giro del mondo, incredibile... Infine viene controllata tutta la moto con cane antidroga e altro poliziotto che mi apre tutto il bagaglio, tenda compresa...
Posso finalmente uscire ed insieme a Chris, simpatico canadese che sta tornando a Vancouver con la sua BMW F 800 GS dopo un viaggio per tutto il centroamerica fino a Panama, mi fermo ad una gasolinera per il mio primo pieno in terra USA (si paga direttamente con targhetta di credito, senza addetto, oppure si paga preventivamente in ufficio e poi si fa benzina). Riparto ed effettivamente, con tutta la prevenzione che posso nutrire per questa contradditoria societa' americana, si entra in un altro mondo rispetto a quello che ho vissuto in questi 7 mesi: strade fantastiche a doppia corsia per senso di marcia con zona mediana di 10-15 mt curatissima, aree di sosta che sembrano alberghi a 4-5 stelle, paesini di belle casette prefabbricate, citta' enormi dove ogni uscita dalla interstate n. 10 e' un capolavoro ingenieristico di strade sopra o sottoelevate; il parco auto e' di alta qualita' d, essendo sabato, decine e decine di Harley rombano in tutte le direzioni, quasi tutte guidate da classici motociclisti americani con capelli lunghi (spesso brizzolati...he he he ...), tatuaggi, giubbotti in pelle senza maniche e caschi rigorosamenti neri,  quasi mai da soli ma in gruppi piu' o meno numerosi.
Dopo l'entrata da Nogales passo Tucson e mi dirigo per la notte verso Phoenix; sono tutti nomi di farwestiana memoria, anzi dovrei dire di texwilleriana memoria, e ritornano alla memoria sfide e duelli, assalti a treni e banche, scontri con i "musi rossi", paesaggi (quelli si sono ancora gli stessi...) desertici e punteggiati di alti cactus e aride montagne tagliate (le mesa); a Phoenix mi sistemo al Days Inn hotel e vado a mangiare al Mc Donald in Thunderbird Avenue (hai controllato bene Roby, confermi?): domani la tappa e' fino a Los Angeles ma guardando google maps decido di spingermi fino a Santa Barbara e dormire in riva all'oceano.
Luoghi mitici che conosco da precedenti viaggi ma che suscitano in me sempre grandi emozioni; sono orgoglioso di essere arrivato sin qui...e non mi fermo, eh. 

7 commenti:

  1. Ciao Maurizio.
    ed eccoti in USA,e vai con il Frisco style,bella storia,assorbo i tuoi racconti e le tue impressioni...Born in the USA,grande il Boss
    Saluti da LongBridge Luca el barba e Sabry

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  2. Giorgio Perini6 maggio 2013 10:34

    Caro Maurizio, vorrei proprio essere lì con te.
    Considera che ho tutti (ma proprio tutti) i 630 numeri di Tex Willer oltre a tutte le edizioni speciali (Texoni, Maxitex, ecc. e continuo a comprarli tutti i mesi) e il sapere che sei in quei luoghi mitici, visti un sacco di volte nei fumetti ma mai dal vivo, provo una sana invidia... Quindi se passi dal villaggio dei Navajos di Freccia Rossa in Arizona, mi raccomando, salutami Tex e tutta la banda.
    Un abbraccio
    Giorgio

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    1. Ciao Giorgio, mi no go' tuti i numeri, da ani no i compro pi' ma i primi i go' leti tuti e sinceramente a go' vissuo sti kiometri con emossion, me pareva de dover incontrare Tex e i so "pards" da un momento a staltro: beo beo... Oggi arrivo, spero, a Frisco e chiudo questa lunga cavalcata; per inciso, mi sono mosso in questi giorni senza GPS e senza una mappa stradale, come un viaggiatore d'altri tempi: solo senso di orientamento, capacita' di lettura delle indicazioni stradali, domande alla gente per strada. Mi faccio i complimenti. Alla prossima Giorgio e ...saluti a tutti.

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    2. Giorgio Perini6 maggio 2013 16:25

      Caro Maurizio, visto che vai a Frisco, salutami Tom Devlin (il capo della polizia amico di Tex) he he he...

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  3. eh sì, ho controllato, bello e nuov! Ieri oltre 750 km, ma non riesco a vedere dove ti sei fermato, solo che sei vicino ad un blockbuster.
    ciao e buon Frisco
    Roby

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  4. Sempre piú bello! Ti prego peró di farmi per bene la descrizione dela tratta LA ..San francisco magari con puntata alo Yosemite ..passato il pungiglione? Ciao

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  5. Leggi il post che pubblico fra poco, caro Nico.
    Per la puntura di vespa tutto ok, gonfiore passato (solo ancora un poco, ma poco, all'occhio SX). Ieri appena arrivato (sono alloggiato in una vecchia casa in legno dell'800 tra China Town ed il quartiere italiano, ospite di Aldo Mura del Consolato Italiano) sono andato con Aldo in giro a piedi per North Beach, Nob Hill e ChinaTown, ho cenato a "El Pollaio" ristorante tipico italiano e mi sono visto un panorama incredibile della vecchia San Francisco dalla collina con la torre dedicata ai pompieri: fantastico!!! Poi con l'auto siamo andati sotto al Golden Gate, nella zona di Presidio (ex quartiere militare ora ristrutturato e molto...caratteristico) ed oggi attraversero' il "ponte rosso" in moto con Aldo che fara' riprese e foto.Un abbraccio.Ciao ciao. Maurizio

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