Motorbike Adventure Team

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Motorbike Adventure Team è formato da un gruppo di amici che hanno in comune una grandissima passione per i viaggi, la moto e per l'avventura. Assieme a voi, abbiamo realizzato qualcosa che va oltre l'esperienza personale, per quanto gratificante, di conoscere luoghi e popoli in regioni remote e spesso inaccessibili: far arrivare a quelle popolazioni un aiuto tangibile, non fatto solo di oggetti inutili.

lunedì 6 maggio 2013

MALEDETTA VESPA


diario di viaggio del 1.5.2013
MALEDETTA VESPA

Mi addormento sperando di svegliarmi completamente "guarito", senza gonfiori; mi sveglio nel corso della notte e davanti allo specchio mi faccio paura da solo: l'occhio sinistro e' praticamente chiuso e quello destro e' solo un po' piu' aperto, sembro una maschera di Rambaldi (il creatore di E.T.) con mascelle, zigomi e sopraciglie gonfie come una palla. Non posso partire in queste condizioni, la cosa comincia a farsi preoccupante e ....
Decido di andare appena alzato in una farmacia e chiedere un consiglio ed eventualmente un medicinale; c'e' una 24 ore proprio all'angolo ed il gentile dottore, dopo una rapida occhiata, sentenzia "picadura de una avispa" e mi da un antinfiammatorio e antistaminico, due subito e una ogni 6 ore successivamente.
Sono rincuorato e mi fermo ad un OXXO per la colazione e per prendere l'acqua per le pastiglie; riparto dopo una mezz'oretta in direzione della costera che sale lungo le sponde del Pacifico; piu' e piu' volte la strada si affaccia su una costa quasi deserta, con spiagge meravigliose dove vanno a morire le onde lunghe del grande oceano e dove i surfisti vivono il loro sogno in assoluta tranquillita'.
Fino a Puerto Vallarta sono solo 650 km ma ci impiego tutta la giornata perche' i tratti di lunga percorrenza sono veramente pochi, perche' spesso la strada si inerpica con curve e controcurve sui versanti delle verdissime colline e montagne, perche' ci sono tanti, tantissimi villaggi, spesso di poche decine di abitanti, e dove ci sono i villaggi ci sono i maledettissimi "topes", i dossi rallenatatori che sono l'incubo dei guidatori in tutta l'america centrale ma che qui in Messico sono veramente incredibili, a volte alti anche mezzo metro (e non sto' esagerando...).
Il brutto e' che a volte sono segnalati da cartelli e altre invece no e se non sei attento o stai guardando il paesaggio, o un gruppo di campesinos, o fotografando, o....altro corri il rischio di volare letteralmente con moto e tutto; i locali li chiamano l"hombre muerto" e quelli piu' alti sono "el gordo (il grasso) muerto".
Arrivo nel tardo pomeriggio su una brutta strada, tutte buche aperte e tanto traffico, a Puerto Vallarta, cittadina di circa 200 mila abitanti, meta di turisti americani e di vip di hollywood; entrando dalla parte sud del Rio Saule, belle ville affacciate sul mare e circondati da lussureggianti giardini colpiscono l'occhio; l'inoltrarsi poi tra le stradine della parte vecchia fa immergere lo spirito in atmosfere di altri tempi, con i suoni e gli odori tipici dei borghi di mare e le auto e le moto che cedono il passo allo struscio e al lento camminare di turisti e locali.
Domani andandomene attraversero' la Puerto Vallarta nuova, quella dei grandi Hotel e dei centri commerciali, delle enormi navi da crociera norvegesi che "vomitano" migliaia di turisti in un solo giorno e del traffico caotico...ma oggi sono all'Oasis Hostel, votato nel 2010 come il miglior hostel di tutte le americhe ed il gentile Guillermo mi fa sentire come a casa mia, in un ambiente simpatico, molto pulito, arioso; c'e' anche il parcheggio della moto tra vasi di oleandri e felci tropicali: wow...

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