Motorbike Adventure Team

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Motorbike Adventure Team è formato da un gruppo di amici che hanno in comune una grandissima passione per i viaggi, la moto e per l'avventura. Assieme a voi, abbiamo realizzato qualcosa che va oltre l'esperienza personale, per quanto gratificante, di conoscere luoghi e popoli in regioni remote e spesso inaccessibili: far arrivare a quelle popolazioni un aiuto tangibile, non fatto solo di oggetti inutili.

mercoledì 9 gennaio 2013

La Provincia Australiana


DIARIO DI VIAGGIO

6.1.2013

LA PROVINCIA AUSTRALIANA

Ormai stò finendo questo viaggio nel viaggio in quella che potrei definire la ROUTE 66 australiana, mai cantata da gente come Kerouac, Ginzburg o Guthrie, ma che lo meriterebbe di sicuro.Non è un'unica strada, sono le tante HWY che la attraversano, ognuna così diversa dalle altre ma tutte così uguali tra loro. E a farle uniche sono le tante storie che si intrecciano e le danno corpo..

Storie come quelle di Belinda (che qui ovviamente chiamano tutti Bell), sessantenne di Rolleston, piccola, con i capelli brizzolati tagliati corti, con i pomelli rossi e gli occhi azzurri, che mi offre una bibita al succo di arancia e pompelmo perchè è orgogliosa che un sessantenne italiano in moto che sta facendo il giro del mondo si sia fermato a fare benzina al suo distributore, dove di solito i turisti non si fermano di sicuro...

Storie come quelle di Harry Corones di Charleville, proprietario dell'omonimo albergo in legno costruito dal nonno sul finire degli anni '20 del secolo scorso, che ha trasformato l'hotel in un museo dove mostra foto, cimeli, costumi di un'epoca che non tornerà più.


 Harabalos Corones era partito alla fine della 1° guerra mondiale dall'isola greca di Citera insieme a una decina di amici ed era giunto in quella che era la vera frontiera australiana, l'Outback, dove aveva costruito un albergo bellissimo di 52 stanze dove avrebbe ospitato lord e principesse inglesi, assi della aviazione (maschi e femmine) e scrittori in cerca di ispirazione...

Ora il nipote Harry di ospiti ne ha sempre meno (eravamo in tre, quella sera...)ma sopravvive e anzi fa tanti soldi con la rivendita di alcolici sistemata al pianterreno...

Storie come quella di Ingrid, tedeschina (di età) o tedescona (di struttura....fisica) di Dresda,, così poco tedesca con i suoi capelli neri e la carnagione ambrata, arrivata in Australia per lavorare in una farm (come molti giovani di tutte le nazionalità...) e finita a gestire una roadhause per conto del proprietario della farm dove lavorava. Ci va di giorno e alla sera ritorna alla farm oppure alla comunità di aborigeni lì vicino. E confessa di essere felice e finalmente realizzata in quella dimensione, in quella vita “al margine” che mai avrebbe immaginato le sarebbe piaciuta...

Storie unite da una sottile striscia di asfalto grigio o rosso, che corre tra campi coltivati a granturco (kilometri e kilometri ininterrotti di granturco; immagino quanto sarebbero contenti Paolo Rossetto o il padre di aprire un bel mulino con così tanto mais a disposizione!!!!) o in mezzo a boschi di eucalipto, tra basse colline vecchie di milioni di anni o tra laghi e “creek” quando finisce il deserto.

Ma sono ormai a Townsville e la brezza del Mar dei Coralli rende più accettabile questo correre sotto un cielo completamente azzurro senza nuvole.Bella città,co un porto turistico pieno di barche a vela,viali alberati, belle case e ville.



Se tutto va bene domattina, nella sede della TRACO vicino all'aereoporto dovrei trovare il nuovo computer e parecchio altro....e ricominciare a comunicare con Voi come si deve.

1 commento:

  1. Sabrina (Emergency Padova)9 gennaio 2013 18:23

    E'deciso.... quanto torni ti scritturiamo come narratore ed autore di "best seller". Come catturi l'attenzione tu con i tuoi particolari, i tuoi racconti vissuti pieni di emozione.. wow! mi piace proprio. Sabry

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